OpenAI nella bufera: un modello in fase di test tenta un attacco ad almeno un sito del governo australiano

OpenAI nella bufera: un modello in fase di test tenta un attacco ad almeno un sito del governo australiano

OpenAI nella bufera: un modello in fase di test tenta un attacco ad almeno un sito del governo australiano

Ci risiamo: un modello di OpenAI, durante un’attività di valutazione interna, avrebbe tentato di accedere senza autorizzazione a diversi siti web e servizi del governo australiano. A rendere noto questo ennesimo incidente è stata la stessa azienda fondata da Sam Altman, che avrebbe scoperto l’accaduto dopo aver avviato una revisione di alcune attività di IA ritenute “anomale”.

“Durante questa revisione, abbiamo identificato attività che coinvolgono diversi siti web e servizi del governo australiano, poiché i nostri modelli hanno tentato di cercare risposte e statistiche disponibili per domande sull’Australia durante una valutazione interna”, ha affermato OpenAI in una dichiarazione pubblica.

La notizia è stata confermata dal primo ministro australiano Anthony Albanese, secondo cui l’incidente sarebbe avvenuto a giugno e avrebbe riguardato un sito web dedicato alla sanità. Il premier ha definito quanto accaduto “inaccettabile”: “Oggi ho parlato con l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, per esprimere la profonda preoccupazione dell’Australia riguardo a questo incidente”.

OpenAI nella bufera: un modello in fase di test tenta un attacco ad almeno un sito del governo australiano

“Ho anche espresso la mia delusione per il fatto che l’azienda abbia impiegato troppo tempo per informare il governo di quanto accaduto. Ci sono voluti fino al 10 settembre prima che ci fosse una qualsiasi notifica e la notifica era un’e-mail inviata solo alla casella di posta pubblica”, ha aggiunto Albanese.

Stando a quanto raccontato dallo stesso leader australiano, il modello di OpenAI stava conducendo una ricerca in ambito sanitario quando avrebbe tentato di accedere a un lotto di dati riservati. “Quando è stato bloccato, ha cercato un modo per aggirare il blocco”, ha affermato il primo ministro, aggiungendo di ritenere “che OpenAI sappia di dover adottare protocolli (di sicurezza, ndr) migliori”.

Ma cosa stava cercando il modello? A spiegarlo è stato lo stesso Albanese, secondo cui nel mirino c’era “un progetto di ricerca”, con il bot “che si è spinto in aree in cui non avrebbe dovuto”.

Il primo ministro ha poi fatto sapere che, al momento, non ci sono evidenze di una compromissione più ampia della rete dei servizi governativi. Albanese ha inoltre aggiunto che “non si ritiene che siano state consultate informazioni personali”, sottolineando però che le indagini sono ancora in corso.

Leggi anche: Intelligenza artificiale: Amodei di Anthropic lanciava l’allarme sull’IA e chiedeva di rallentarne lo sviluppo, ma ora rilascia Claude 5.5