Il via libera alla nuova legge elettorale porta con sé una novità non di poco conto per oltre 200 parlamentari. E proprio questa novità potrebbe spiegare, almeno in parte, la volontà di non affossare una riforma che non piace a molti, ma che permette a deputati e senatori di maturare i requisiti per la pensione.
Era stata proprio questa una delle leve usate da Giorgia Meloni per convincere i parlamentari ad approvare la legge elettorale: in caso di affossamento della riforma, la presidente del Consiglio aveva promesso un ritorno immediato al voto. Che vuol dire anche, per oltre 200 parlamentari, dover rinunciare alla pensione da mille euro al mese netti che matureranno solamente a metà aprile.
Perché legge elettorale e pensioni dei parlamentari sono legate: la mossa di Meloni
Come ricorda il Corriere della Sera, Meloni aveva minacciato la caduta del governo e il ricorso al voto anticipato, che avrebbe impedito agli eletti per la prima volta di maturare la pensione. La data da segnare sul calendario è quella del 14 aprile 2027, quando 184 deputati e 81 senatori, poco meno della metà per entrambi i rami parlamentari, matureranno la prima pensione da parlamentare.
Questi deputati e senatori sono alla prima elezione e per questo servono almeno quattro anni, sei mesi e un giorno per ottenere la pensione. La data si calcola a partire dal 13 ottobre 2022, quando è avvenuto l’insediamento delle Camere. E per molti parlamentari maturare i requisiti è fondamentale, considerando che è probabile – soprattutto in alcuni partiti come la Lega – che riconfermare il posto sia un’impresa ardua, con i sondaggi che mostrano un calo e la nuova legge elettorale che offre un importante premio di maggioranza che, allo stato attuale, potrebbe andare al centrosinistra.
È vero che c’è ancora margine, perché se si arrivasse a metà gennaio per lo scioglimento, le elezioni si terrebbero comunque ad aprile e il nuovo insediamento arriverebbe dopo il 14 aprile. Fino a quel momento i parlamentari eletti nell’attuale legislatura continuerebbero a maturare i requisiti. Certo è che l’ipotesi di arrivare al voto a maggio, paventata in questi giorni, sembra quella che può fare contenti tutti, assicurando la pensione a tutti gli eletti.