Luca Lucci non ordinò l’agguato a Enzo Anghinelli. Lo ha stabilito ieri la terza sezione penale della Corte d’appello di Milano, che ha assolto l’ex capo ultrà della Curva Sud milanista dal tentato omicidio “per non aver commesso il fatto”. A suo carico resta la condanna per l’associazione per delinquere che, secondo l’accusa, gestiva la curva rossonera: 8 anni, con un concordato che comprende anche vecchie condanne per droga.
In primo grado, con rito abbreviato, gli erano stati inflitti 10 anni. La sostituta procuratrice generale Simonetta Bellaviti e il pm Paolo Storari ne chiedevano 13, cioè gli 8 concordati più 5 per il tentato omicidio. “Una cosa dovuta, ci è voluto un po’ più del previsto”, commenta il suo avvocato Jacopo Cappetta.
L’agguato ad Anghinelli per lo spaccio di droga
L’agguato risale al 12 aprile 2019. Poco prima delle 8, al semaforo tra via Cadore e via Bergamo, in zona Porta Romana, due uomini in scooter spararono attraverso il finestrino dell’auto di Anghinelli. Un proiettile lo colpì alla testa, entrando dallo zigomo sinistro e uscendo dietro l’orecchio. Anghinelli sopravvisse dopo settimane di coma, ma è rimasto invalido.
Secondo la Procura il movente era la guerra per il controllo della curva tra Lucci e i Black Devil di Domenico Vottari, il gruppo a cui Anghinelli era legato.
Lucci scagionato dal suo vice, Cataldo
Lucci si è sempre proclamato innocente. A scagionarlo è stato il suo ex vice, Daniele Cataldo. In un verbale depositato nei mesi scorsi, Cataldo ha confessato il proprio ruolo nell’agguato ma ha di fatto escluso che il mandante fosse Lucci. Ha indicato un’altra persona, nel frattempo morta, e ha detto di aver agito con un complice di cui conosceva solo il soprannome. Anche Cataldo ha concordato 8 anni, che in questo caso comprendono il tentato omicidio come esecutore.
La Corte ha accolto i concordati di tutti gli altri imputati. L’unico a non aver concordato, Giuseppe Caminiti, ritenuto dagli inquirenti vicino alla ‘ndrangheta, è sceso a 4 anni e 2 mesi: è stato assolto da due capi d’imputazione, tra cui la partecipazione all’associazione.
Quello giudicato ieri è il filone principale di “Doppia Curva”, l’inchiesta della Dda di Milano che nel settembre 2024 portò all’arresto dei capi della Nord interista e della Sud milanista. Nel giugno 2025 la gup Rossana Mongiardo aveva emesso 16 condanne. Gli ex capi della Nord Andrea Beretta e Marco Ferdico, ora collaboratori di giustizia, non hanno fatto appello.
Per Lucci l’assoluzione cambia poco nei fatti: nei mesi scorsi è stato condannato a 18 anni e 8 mesi per narcotraffico.