Ho letto che il Pil russo in termini reali cresce dello 0,9% per il 2026, ma in termini nominali cresce quasi dell’8%, considerato il cambio col dollaro, e che entro 5-7 anni quella russa diventerà la prima economia europea anche a livello nominale.
Alfio Benni
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Gentile lettore, non sono un economista, ma so che gli economisti sbagliano spesso e volentieri. Però, con uso del buon senso, non escludo che quanto lei dice abbia una logica. Anche al netto dell’accordo Trump-Putin su gas e petrolio, alcuni prevedono una forte crescita dell’economia russa dopo la fine del conflitto. Il 35-40% del budget statale, oggi impiegato nelle spese di guerra, sarà reindirizzato verso misure di stimolo alla crescita. È una massa di denaro ingente. Inoltre è probabile che le sanzioni, o gran parte di esse, vengano cancellate o allentate e questo assicurerà un balzo in avanti delle esportazioni russe. E infine consideri che l’Europa ha contratto impegni economici per la ricostruzione e il sostentamento dell’Ucraina, che non sarà in grado di vivere di mezzi propri almeno per i prossimi 20 anni. Questo indebolirà ancor più l’Ue, che ora galleggia poco sopra la crescita zero, e agevolerà il sorpasso russo. Voglio comunque precisare che lo 0,9% della crescita russa nel 2026 è una stima del Fmi, quindi va preso più come una barzelletta che altro. Il Fmi nel 2022 annunciò un crollo russo del 10 % nel biennio 2023-24 a causa delle sanzioni, e invece il Pil salì di oltre il 10%. Il Fmi è uno dei tanti organi di propaganda a servizio degli interessi occidentali. Le sue affermazioni hanno la credibilità di un Albo di Topolino.