Un sorpasso storico. Che segna da una parte un cambio radicale nel mondo dei media, ma dall’altra anche una crisi – ormai innegabile – della Rai. Nel sistema italiano dei media ora il primo posto per risorse economiche va ad Alphabet, ovvero a Google, con il 12,4% del totale. Superando, per la prima volta, la Rai che si ferma al 12%.
È la prima volta che nei dati dell’Agcom, in questo caso riferiti al 2024, in testa troviamo una piattaforma online. La classifica riguarda il Sic, ovvero il Sistema integrato delle comunicazioni. Ed evidenzia un cambio di passo rispetto al passato, con le piattaforme online che hanno sempre più potere, dal punto di vista economico, nei media. Tanto da infrangere per la prima volta il duopolio Rai-Mediaset in quella che è una valutazione sui ricavi e non sul valore in Borsa o sugli ascolti.
Lo storico sorpasso: la Rai superata da Google, tra i media avanzano le nuove piattaforme
Il cambiamento nel mondo dei media in Italia viene certificato anche da Meta, che completa il podio: il gruppo a cui fanno capo Facebook e Instagram raggiunge il 9,7% del totale guadagnando oltre un punto percentuale e crescendo più di qualsiasi altro operatore. Superati, così, Comcast/Sky (al 9,4%) e Fininvest (al 9,2%). Insomma, se la Rai viene sorpassata da Google, non va meglio a Sky e Mediaset superati da Meta.
Se Meta guadagna l’1,1%, il trend non è poi così diverso per Alphabet: 0,7 punti in più rispetto al 2023 che valgono il primato. A questo si aggiunge il calo della Rai, che perde lo 0,3% in un anno, mentre Fininvest cede lo 0,2%. Controcorrente, sul fronte televisivo, Comcast/Sky, che cresce di un decimo.
Ad avanzare sono anche altre piattaforme meno tradizionali, come Amazon (sesta al 4,9%), Netflix (settima al 3,5%) e Dazn (nona al 2,5%). Restano in top ten anche Cairo Communication (al 3%) e Gedi (1,8%). In generale, la televisione gode di un ottimo stato di salute, nonostante l’avanzata dell’online, mentre le difficoltà maggiori si registrano per l’editoria tradizionale, a partire da quotidiani, periodici e agenzie di stampa: per loro i ricavi scendono del 3,9% a 2,8 miliardi.
Schizza la pubblicità online, ma corrono anche i media tradizionali
La rivoluzione deriva dalla pubblicità online, che nel 2024 è cresciuta del 12,6%, sfiorando gli 8 miliardi e raggiungendo da sola il 36,6% del Sistema integrato delle comunicazioni. Ad aumentare, comunque, è anche la raccolta sui media tradizionali: +3,4% a quota 5,2 miliardi. A crescere comunque è tutto il mercato, con il Sic a quota 21,8 miliardi e un aumento del 6,9% in un anno. Ora il sistema rappresenta lo 0,99% del Pil, con un’espansione superiore rispetto a quella dell’economia nazionale.