Nel caotico cantiere della Manovra, si fa spazio l’ipotesi di una card per gli anziani. Un sostegno, nelle intenzioni del governo, che servirebbe per coprire le spese sanitarie che non sono effettuabili attraverso il Servizio pubblico ma solamente in privato. L’idea, quindi, è che lo Stato invece di garantire le cure nel pubblico, offre soldi e incentivi per curarsi in privato.
L’ipotesi è di una misura che potrebbe valere 2,5 miliardi di euro o poco più, permettendo agli anziani di curarsi anche in privato. Una proposta di cui si era già parlato negli scorsi giorni, quando si discuteva di aiuti ai fragili e agli anziani, ma che è stata avanzata formalmente da Forza Italia durante il vertice tra i leader sulla legge di Bilancio.
Come funzionerebbe la card per gli anziani
A spiegare come potrebbe funzionare questa card per gli anziani è Il Sole 24 Ore. L’idea è quella di un forfait per chi ha più bisogno di cure a pagamento per ragioni legate all’età. Al momento non sono state definite le soglie, gli importi e neanche i beneficiari. Anche perché bisogna prima capire quanti soldi ci sono realmente a disposizione per la Manovra, in attesa anche di chiudere l’interlocuzione con Bruxelles sulla flessibilità.
Partiamo dalla platea, è possibile che si fissi un limite di reddito. Sempre secondo i calcoli del Sole 24 Ore, se l’ipotesi fosse una soglia di 50mila euro allora vorrebbe dire dare la card a quasi 7 milioni di persone. Sotto i 35mila euro sono 5,6 milioni. Sotto i 29mila euro sono 4,8 milioni. Il requisito anagrafico, invece, potrebbe essere quello dei 75 anni: la card potrebbe essere riservata a chi ha almeno questa età. E per l’importo si parla di una cifra che può andare da 300 a 500 euro.
Quali esami e visite si potranno pagare con il bonus della Manovra
Tra le spese che potrebbero rientrare in quelle coperte dalla card ci sono le visite odontoiatriche, le protesi, il sostegno domiciliare, i farmaci e anche il ticket sanitario, come ha spiegato il responsabile economico di Forza Italia, Maurizio Casasco.