Il conflitto in Sudan è una delle più grandi emergenze globali, eppure se ne parla poco e niente. Ad accendere i riflettori su questa guerra civile dimenticata è l’Afp, che riporta le dichiarazioni di una fonte medica e di alcuni testimoni in merito all’ultimo brutale attacco contro un mercato a Nyala, nella regione del Darfur, condotto con droni che hanno preso di mira i paramilitari ribelli delle Forze di supporto rapido (Rsf). L’attacco ha causato una strage, con ben 21 morti e 40 feriti.
Come riporta l’Afp, “Ventuno persone sono state uccise nel bombardamento della scorsa notte e oltre 40 sono rimaste ferite”, ha dichiarato una fonte, precisando, però, di non essere in grado di stabilire quante delle vittime fossero combattenti delle Rsf, che sarebbero solite frequentare questo mercato.
Una situazione, quella in Sudan, che viene monitorata attentamente dall’Onu. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, proprio commentando l’attacco al mercato, ha spiegato che in Sudan è in corso “una guerra per il puro potere, alimentata da attori esterni” e che “si è trasformata in una guerra contro i civili”. Un’emergenza infinita per la quale il vertice dell’Onu auspica l’intervento della comunità internazionale: “I combattimenti devono cessare. I civili devono essere protetti e gli aiuti umanitari devono poter arrivare senza ostacoli”.
“L’unità, la sovranità e l’integrità territoriale del Paese devono essere preservate. E il futuro del Sudan deve essere definito dal popolo sudanese attraverso un processo politico inclusivo”, ha concluso Guterres.