Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di Bilancio che vale, ha spiegato Giorgia Meloni, 26 miliardi, superiore ai 23,5 miliardi stimati dal Dpfp. Gran parte delle risorse verrà assorbita dai capitoli energia e difesa, con i 14 miliardi di flessibilità concordati con l’Ue. “Abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini”, ha detto la premier. Una manovra di Bilancio “seria”, ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa accanto a Meloni e ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre al viceministro del Mef, Maurizio Leo. Quello che emerge è una Manovra con molte misure varate per corteggiare l’elettorato. Il governo alla fine ha inserito il taglio dell’Irpef per il ceto medio e il rialzo della soglia della flat tax per gli autonomi a 100 mila euro. Sul primo fronte, ha spiegato Meloni, “il beneficio massimo è di 500 euro l’anno”.
Bonus spot e priorità ignorate: una Manovra per imbonire gli elettori
Misure spot, dicevamo, dai neonati agli anziani. “Per ogni bambino che nasce l’Inps aprirà una posizione previdenziale come fosse un piccolo salvadanaio in cui lo Stato verserà inizialmente una quota di 100 euro di ‘benvenuto’ ma negli anni successivi i genitori potranno incrementarla”, ha spiegato Meloni. L’ammontare non sarà tassabile, pignorabile e utilizzabile fino ai 18 anni di vita del bambino salvo situazioni eccezionali ma servirebbe l’ok di un giudice tutelare. “Più figli si fanno e più lo Stato è presente” ha sottolineato la premier. La Manovra introduce un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28.000 euro l’anno. Il voucher può essere utilizzato per spese sanitarie che non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, per la spesa farmaceutica, per le visite specialistiche.
Congedo
Viene aggiunto un mese di congedo parentale in più. Per il secondo figlio i mesi retribuiti all’80% aumentano di 2, cioè saranno complessivamente fino a 5, mentre dal terzo figlio diventano sei. E accanto alla cancellazione strutturale del bollo auto la premier annuncia che il governo offre la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate: “Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. E qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere”, ha ironizzato la leader di Fratelli d’Italia.
Cedolare
Tra le novità dell’ultima ora anche la riduzione della cedolare secca all’1% per chi affitta con canone concordato agli under 35. Novità anche per le scuole, attraverso l’uso dei soldi previsti dalla flessibilità europea: gli istituti verranno dotati “di climatizzatori e pompe di calore”. Viene introdotto un premio per i giovani lavoratori under 30, 2.500 euro tassati all’1% che si possono ricevere tanto in 12 mensilità quanto in un’unica soluzione. Confermato il fondo da poco meno di un miliardo per le pensioni anticipate, che si dovrebbe trasformare in una nuova Quota 100. Salta, almeno per ora, la detassazione delle tredicesime.
Tasse e prelievi
Per quanto riguarda le coperture, arriva l’aumento della Tobin tax sulle transazioni finanziarie mentre altri 700 milioni arrivano dalle società energetiche così come 700 milioni vengono prelevati dal settore dei giochi. Il grosso, ovvero cinque miliardi, arriva da banche e assicurazioni.
Alla frutta
“Un governo alla frutta, certo non da quest’anno, prova a raccattare soldi dagli italiani con le ‘targhe personalizzate’. Vuoi mettere sulla targa della tua auto una faccina o un disegnino? Giorgia Meloni te lo consente, dietro pagamento. È la indegna conclusione di un ciclo di Leggi di bilancio meloniane nefaste, senza idee e senza progetti. La quinta Manovra del Governo Meloni è un ‘pacchettino’ misero. Poco più di dieci miliardi frammentati in una giungla di micromisure, bonus e agevolazioni per platee sempre più ristrette. Per ottenere qualche euro bisogna rispettare combinazioni surreali di requisiti: guadagnare meno di una certa cifra, avere un determinato numero di figli, rientrare in un’infinità di condizioni e cavilli amministrativi. Una lotteria di Stato spacciata per politica economica”, ha commentato il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle