Il governo che punta sul ritorno del nucleare cerca ancora di trovare un luogo che ospiti il deposito delle scorie delle vecchie centrali nucleari. Il problema è che non lo trova e, allora, mette nel mirino le aree militari. E così a rischio c’è la Sardegna, nonostante i suoi comuni nelle aree idonee abbiano già detto no a questa ipotesi.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in occasione della conferenza annuale di Confindustria Energia, ha confermato che si sta “chiudendo la parte deposito” sul fronte nucleare: “Stiamo riaprendo le candidature e, se non ve ne fossero, ci sono le aree militari: ho la disponibilità della Difesa per alcune di esse”. E proprio la Sardegna trema, avendo diverse aree militari che rischiano di essere riadattate per diventare deposito delle scorie. Anche perché il governo ha intenzione di accelerare, come conferma ancora Pichetto Fratin: “In ogni caso il deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività è la prima cosa e va chiusa entro un anno”.
Scorie nucleari, la Sardegna risponde al governo
Dichiarazioni che destano preoccupazione proprio in Sardegna, anche perché gli scontri tra il governo e una delle poche Regioni amministrate dal fronte progressista e, nello specifico, da Alessandra Todde, sono ormai stati diverse. È Gianluca Mandas, consigliere regionale dei 5 Stelle in Sardegna, a rispondere definendo “gravissime” le parole del ministro, perché “confermano le preoccupazioni che denunciamo da tempo: prima si costruisce un quadro normativo che riduce il controllo dei territori sulle aree militari, poi si scoprono le carte su ciò che si vorrebbe realizzare al loro interno”.
Secondo Mandas, “quello che non si riesce a ottenere con il consenso delle comunità si pensa di poterlo imporre attraverso le servitù militari. E a pagare il prezzo più alto rischia di essere ancora una volta la Sardegna, che già sopporta circa il 65% delle servitù militari nazionali”. “Ma davvero – si chiede Mandas – il governo pensa che la Sardegna sia il magazzino dove scaricare tutto ciò che gli altri territori non vogliono?”.