Il pugno duro sempre, ma un vero sostegno ai giovani mai. Il governo che afferma di aver dedicato alle nuove generazioni gran parte della Manovra, in realtà, a loro ha dedicato solamente poco più di 600 milioni tra sgravi e agevolazioni. Non solo, perché parte di questi fondi andranno alle imprese che li assumeranno o ai proprietari che affitteranno loro casa e non direttamente a loro.
Manovra, le misure per i giovani: il piatto piange
A fare i calcoli è la Repubblica, spiegando una per una quali sono le misure per i giovani. Partendo dalla flat tax all’1% sugli aumenti di stipendio del 2027 per gli under 30 per un massimo di 2.500 euro: vale per i dipendenti nel privato nati dal 1998 e con redditi fino a 28mila euro. A cui si aggiunge il raddoppio dei fringe benefit esentasse, da mille a 2mila euro, sempre per gli under 30. La prima misura costa 378 milioni, la seconda solo 16,5.
C’è poi il programma talenti per le carriere universitarie, con 15 milioni (dal 2029) ai ricercatori al terzo anno di dottorato per un periodo di studi all’estero o un post-doc di un anno. Le altre misure sono indirette, come gli sgravi per le imprese che assumono under 35 a tempo indeterminato: l’esonero contributivo è del 100% per due anni per una spesa di 110 milioni e altri 45 per le stabilizzazioni.
Sul tema della casa, viene prorogato fino al 2029 il regime speciale del Fondo di garanzia per i mutui prima casa anche per gli under 36 con Isee inferiore a 40mila euro. La dotazione cresce in totale di 400 milioni. Poi si prevedono sconti fiscali per chi affitta ai giovani, con la cedolare secca all’1% per i contratti a canone concordato per inquilini under 36, ma il beneficio stimato di 109 milioni è per i proprietari. In più arriva il Fondo valore nuovi nati, il salvadanaio da 100 euro l’anno versati dallo Stato.