Dopo la devastante disfatta dei repubblicani, nel Congresso degli Stati Uniti è già iniziata la resa dei conti. La Camera dei rappresentanti americana potrebbe votare già la prossima settimana una proposta di impeachment contro il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, finito nel mirino di una parte dello stesso Partito repubblicano dopo la pesante sconfitta alle elezioni di metà mandato.
A darne notizia è la Cnn, citando fonti repubblicane secondo le quali l’iniziativa potrebbe ottenere i voti necessari per essere approvata. Il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie ha dichiarato all’emittente statunitense di voler promuovere il voto sull’impeachment alla ripresa dei lavori del Congresso, prevista per la prossima settimana. Diverse fonti interne al Partito repubblicano hanno riferito all’emittente di ritenere possibile l’approvazione della proposta. Massie ha inoltre fatto sapere che non ripresenterà gli articoli di impeachment soltanto nel caso in cui Hegseth si dimetta.
Hegseth nel mirino dei repubblicani dopo la disfatta nelle midterm: la Camera Usa può votare l’impeachment già la prossima settimana
Al centro delle contestazioni c’è soprattutto la gestione della guerra contro l’Iran. Alcuni esponenti repubblicani accusano Hegseth di aver convinto il presidente Donald Trump ad avviare le operazioni militari contro Teheran, senza che gli attacchi abbiano prodotto i risultati attesi. Trump ha tuttavia difeso pubblicamente il suo segretario alla Guerra. Ieri il presidente ha dichiarato di non prendere in considerazione una sua sostituzione, sostenendo che Hegseth sta facendo “un ottimo lavoro”.
La posizione espressa pubblicamente dal presidente contrasta però con le indiscrezioni diffuse dalla Cbs News, secondo cui Trump avrebbe discusso con i propri consiglieri dell’opportunità di mantenere Hegseth nell’incarico dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni del 3 novembre. La possibile iniziativa contro il capo del Pentagono rappresenta un ulteriore elemento di tensione all’interno del Partito repubblicano, mentre i democratici si apprestano ad assumere il controllo del Congresso.
Un eventuale voto favorevole della Camera sull’impeachment non comporterebbe automaticamente la rimozione di Hegseth dall’incarico. Sarebbe infatti necessario un successivo processo al Senato, con una maggioranza di due terzi dei senatori presenti per arrivare alla condanna e alla destituzione.