di Carmine Gazzanni
Matteo Renzi lโha detto chiaro e tondo: questโanno il budget della Rai deve dimagrire di ben 150 milioni. Una cifra niente male. Peccato, perรฒ, sia poca cosa rispetto al debito contratto dallo Stato nei confronti della stessa Rai. Giร , il paradosso: mentre dโimperio il governo impone riduzioni allโazienda, lo Stato โ piรน precisamente il ministero dello Sviluppo Economico โ deve ancora restituire un monte di soldi dinanzi al quale anche i 150 milioni chiesti dal premier impallidiscono.
Oltre 700 milioni di tagli
Partiamo perรฒ dal dl approvato il 24 aprile e riguardante โmisure urgenti per la competitivitร e la giustizia socialeโ che prevede allโarticolo 21 una riduzione delle โsomme da riversare alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per lโanno 2014 di euro 150 milioniโ. Un taglio poderoso che ha spinto giornalisti e tecnici sul piede di guerra. Non fosse altro che per un motivo: quello dei 150 milioni (per cui si prevede la vendita di RaiWay) รจ solo lโultimo di tanti tagli apportati per i motivi piรน vari al bilancio dellโazienda. Secondo i sindacati, infatti, si arriverebbe ad oltre 700 milioni in meno rispetto agli anni passati: alla riduzione imposta da Renzi si aggiungono โmeno 100 milioni di diritti sportivi; meno 30 milioni di euro di interventi strutturali nei cptv e alla sede di Viale Mazzini; meno 441 milioni di euro di esposizioni bancarieโ.
Ma lo Stato deve ancora 2 miliardi
Il bello perรฒ ancora deve venire. Secondo quanto denunciato dallโassociazione Articolo21, infatti, paradossalmente il Mise ancora dovrebbe versare nelle casse della Rai circa 2 miliardi di euro, un credito accumulatosi anno dopo anno a partire dal 2005 per la mancata copertura dei costi pattuiti. Non solo. Nel 2011 il precedente cda Rai inviรฒ al Mise un atto di diffida con intimazione di pagamento tramite cui si dimostrava che dal 2005 al 2009 lo scostamento tra lโammontare dei costi di servizio pubblico e le risorse pubbliche effettivamente destinate alla Rai ammontava a 1,3 miliardi. Una cifra incredibile che intanto, secondo Articolo21, pare sia salita ad oltre 2 miliardi. Nonostante la diffida, infatti, nessuno ha pagato e, a quanto pare, nessuno lo farร .