di Gaetano Pedullร
Il vecchio Pd e il partito di Renzi. Due mondi lontanissimi. Come lโItalia che i DโAlema e compagni hanno lasciato ultima in Europa e lโItalia che ha in mente il premier: piรน moderna, creativa, capace di dire no ai compromessi ad ogni costo. Fossimo nello spazio astrale, questi due mondi non si incontrerebbero mai. Ma nellโuniverso molto piรน terreno di una direzione del Partito democratico, sfiorarsi non รจ impossibile. Ieri ci si รจ provato fino alla fine, quando รจ stato chiesto di votare solo parte dellโordine del giorno che apre la strada al Job Act. Richiesta ovviamente respinta, perchรฉ archiviata la direzione Pd cโรจ un altro luogo โ il Parlamento โ dove i due mondi presto si scontreranno proprio. Dunque meglio contarsi. E i numeri, per quel che vale in questa fase, hanno detto 130 sรฌ al governo, 11 astenuti e 20 contrari. Ciรฒ vuol dire che il Pd voterร compatto, con disciplina di partito, la riforma scritta dal ministro Poletti? No. Maggioranza e vecchia guardia sanno che dei due mondi ne resterร uno solo. Non sarร domani, ma la resa dei conti รจ nellโaria. Ed รจ meglio cosรฌ, perchรจ allโItalia serve una direzione. Nessuno ci perdonerร altri compromessi e rinvii.