L'Editoriale

Romanopoli, la disfatta di un Paese

Soldi, soldi, soldi. Altro che quattro sfigati che trafficavano con piccoli appalti pubblici. รˆ una melassa ricchissima quella che a Roma mischia Destra e Sinistra, il sottobosco dei partiti e la politica che conta, il mondo di sotto fatto da impresentabili, ex terroristi e criminali con il mondo di sopra, quello dei colletti bianchi, delle imprese in affari con le amministrazioni e con lo Stato. Un sistema che era pronto a fare il salto nella grande finanza internazionale. Le coop di Salvatore Buzzi si stavano preparando a emettere addirittura mini Bond, per investire in nuovi business. Roma dโ€™altronde era diventata satura. Chi si opponeva ย โ€“ anche tra i manager delle municipalizzate โ€“ era stato fatto allontanare. E alla fine Carminati e i suoi si erano presi tutto. Uno schifo, ha detto ieri Renzi, esattamente come ha detto lโ€™Agenzia di rating Standard & Poorโ€™s riferendosi perรฒ al merito di credito dellโ€™Italia. Mafia Capitale non รจ la causa ma il sintomo di un Paese che anche per il Censis si sta arrendendo. Proprio quello che aspetta chi vuole speculare, comprando a due euro le ricchezze di un Paese che merita di piรน. E che oggi ha solo bisogno di far pulizia e tornare a credere in se stesso.