Il governo dei flussi migratori. Volano stracci tra Austria e Ue sui richiedenti asilo

Un vertice a dir poco infuocato. Eโ€™ iniziata ieri a Bruxelles la prima sessione di lavoro del Consiglio europeo dedicata al negoziato con Londra per scongiurare la Brexit, lโ€™uscita della Gran Bretagna dallโ€™Unione. Ma รจ stata anche lโ€™occasione per confrontarsi sulla crisi migratoria. La ministra dellโ€™Interno austriaca, Johanna Mikl-Leitner, del tutto indifferente alle critiche e alle accuse di illegalitร  rispetto al diritto comunitario e internazionale mosse dal commissario europeo per lโ€™immigrazione Avramopoulos, ha dichiarato che il tetto giornaliero e annuale alle entrate di migranti e richiedenti asilo sarร  implementato come pianificato. A seguire, la โ€œbenedizioneโ€ del cancelliere Werner Faymann: โ€œIl tetto restaโ€ ed รจ โ€œimpensabileโ€ che lโ€™Austria possa farsi carico per lโ€™Europa di tutti i richiedenti asilo. Il commissario Avramopulos allora ย ha scritto alla Mikl-Leitner per ribadire seccamente che โ€œlโ€™Austria ha lโ€™obbligo legale di accettare tutte le domande di asilo fatte sul suo territorio o alla frontieraโ€. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, dopo aver premesso di disapprovare la decisione dellโ€™Austria di ripristinare i controlli alle frontiere nazionali, ha assicurato: โ€œNe riparlerรฒ oggi con il cancelliere Faymannโ€. Nel frattempo lโ€™Italia si prepara ai nuovi flussi migratori con un piano del Viminale che ha chiesto ai prefetti un sacrificio ulteriore. In ballo la necessitร  di trovare sistemazioni per accogliere almeno altri 50mila migranti, portando cosรฌ la โ€œcapienzaโ€ dellโ€™Italia dagli attuali 100-110 mila ai futuri 150 mila. Insomma, come si vede una situazione che non accenna minimamente a risolversi.