La doccia fredda dell’Istat, che ha confermato il deficit al 3,1% del Pil e l’impossibilità per l’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione Ue, porta scompiglio nel governo. E in maggioranza, ancor prima di avviare il cantiera della Manovra – quantomai importante in vista dell’anno elettorale -, già volano stracci. Lo scontro, stavolta, è tra Matteo Salvini e Fratelli d’Italia. Il leader leghista, alle prese anche con il tracollo del Carroccio nei sondaggi e con le beghe interne al suo partito, prova a ritagliarsi uno spazio importante, dal punto di vista comunicativo, in vista della prossima legge di Bilancio. E lo ha fatto, sin dalle ore successive alla notizia sul deficit, chiedendo uno scostamento di bilancio per arrivare a una Manovra più coraggiosa. Su posizioni diametralmente opposte viaggia invece Fratelli d’Italia, che invita alla prudenza per non sperperare il lavoro fatto dal governo per ridurre il deficit, con una linea che ha spesso sfiorato l’austerità, come visto anche con la scorsa legge di Bilancio.
Salvini vuole lo scostamento di bilancio, Fratelli d’Italia frena: è scontro a destra
Lo scostamento prevede che il Parlamento autorizzi il governo ad allontanarsi dagli obiettivi programmatici di finanza pubblica: tradotto, vuol dire un maggiore indebitamento. Salvini ha già detto che, a suo parere, servono almeno 20 miliardi aggiuntivi: “Solo come ministero a me servono 8 miliardi cash a fine anno per pagare i lavori già fatti”. La reazione alle sue parole era stata fredda all’interno della maggioranza già martedì, ma ieri Fratelli d’Italia ha esplicitato la sua linea, diametralmente opposta a quella del vicepresidente del Consiglio. È stato Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, a spiegare a 24 Mattino le sue perplessità: “Io sono sempre molto più prudente del vicepremier Salvini. Credo che sia giusto cercare investimenti, cercare appunto sostegni, però sempre in un quadro di compatibilità della finanza pubblica”.
“Lo abbiamo fatto – prosegue Osnato – in questi in questi ultime quattro leggi di Bilancio e credo che riusciremo a farlo anche adesso senza fare troppi voli pindarici. Non ho questo mantra dello scostamento di bilancio, ma tendenzialmente non credo che sia la cosa migliore da fare in questo in questa circostanza”. Parole che hanno portato Salvini a una retromarcia solo parziale, se non inesistente: “A me non interessa la forma ma la sostanza”, ha affermato il leader leghista, secondo il quale “non si può essere condizionato dallo 0,1% di scostamento” di fronte alle necessità del Paese. Necessità tra le quali figura, in primis, un tema assai caro alla Lega, quello delle pensioni, su cui tutte le promesse elettorali di Salvini – a partire dall’abolizione della legge Fornero – si sono infrante contro una stretta dopo l’altra all’uscita anticipata dal lavoro.
Tornando sullo scostamento, Salvini dice che non è importante “come trovare le risorse”, se attraverso lo scostamento, la Manovra o il suo nuovo mantra, ovvero un contributo delle banche, che lui si dice “convinto che ci sarà”. Tornando sul tema durante la festa del quotidiano Il Tempo, Salvini sottolinea come i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina non vadano verso una soluzione e per questo “bisogna prepararsi”. Innanzitutto, perché “a breve non caleranno né il costo dell’energia né del carburante” e quindi bisogna “attrezzarsi”. Come? Puntando sugli investimenti anche senza l’uscita dalla procedura d’infrazione Ue, che tradotto vuol dire ancora una volta scostamento.
Il punto fondamentale, per il vicepresidente del Consiglio, ora è “scrivere una legge di Bilancio che deve essere coraggiosa e importante, non per i bonus ma per investire in crescita e opere pubbliche”. Una Manovra in cui “non puoi andare a risparmio”, è il mantra di Salvini. Peccato che, almeno finora, Fratelli d’Italia non sembri d’accordo. Anche se forse, al posto di una nuova austerità, pure il partito della presidente del Consiglio potrebbe scegliere una strada ben diversa, dando la precedenza a misure che possano spostare qualche voto. La prima mossa, con l’abolizione del bollo auto, fa già pensare a uno scenario di questo tipo.