A Lampedusa solo promesse. E l’Europa lascia la mancia

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di Lapo Mazzei

acrime tante e soldi pochi. Il presidente della Commissione europea Barroso giunge a Lampedusa per piangere i morti di Lampedusa ma prima di tornarsene a Bruxelles ci lascia solo la promessa di una mancetta: fondi addizionali fino a 30 milioni di euro per fronteggiare la situazione dei rifugiati. Ricordate i famosi cartelli sulle autostrade? Non molto tempo fa il Governo si scusava perché stava lavorando per noi. Altre storie. Oggi Palazzo Chigi, sulla scia delle polemiche scatenate dall’immane tragedia, è costretto a scusarsi per quello che non ha fatto e avrebbe dovuto fare, anche se si è limitato a parlare di «inadempienze». Giochi di parole, esercizi lessicali che rendono ancor più evidente il danno e la beffa. Quelle servite agli isolani non sono scuse solo dovute ma anche necessarie, a giudicare dall’accoglienza riservata dai lampedusani al premier Enrico Letta, al vicepremier Angelino Alfano, al presidente della commissione europea Manuel Barroso e al commissario Ue degli Affari Interni Cecilia Malmstrom.

Funerali di Stato
Una decina di manifestanti, infatti,  ha contestato i politici appena arrivati urlando «Vergogna! Vergogna!» nei confronti dei rappresentanti istituzionali prima che questi entrassero nell’hangar dove sono le bare. «Andate al centro di accoglienza. Andate a vedere come vive questa gente. Assassini!» hanno poi aggiunto i manifestanti. La protesta ha seguito passo passo tutte le tappe della visita degli “ospiti politici”. Quella di Lampedusa «è una tragedia immane mai accaduta nel Mediterraneo», ha detto il premier nella conferenza stampa a conclusione della visita. Letta ha poi rivolto parole di «scuse per le inadempienze del nostro Paese, rispetto a una tragedia come questa» e ha annunciato che «il Consiglio dei ministri deciderà un intervento importante sul tema dei rifugiati e un’altrettanto importante collocazione di risorse sui minori».
Il prossimo Consiglio della Ue «dovrà discutere urgentemente del tema dell’immigrazione» ha detto ancora Letta spiegando che questi ultimi 296 morti di Lampedusa avranno funerali di Stato. «L’Europa sta con la gente di Lampedusa e con l’Italia» ha quindi aggiunto Barroso. «Tutti possiamo agire in modo più adeguato a emergenze di questo tipo, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte quando ci sono barconi che stanno affondando. L’immagine delle centinaia di bare non andrà mai via dalla mia mente: è una scena che non si può dimenticare – ha continuato il presidente della Commissione europea. «C’erano bare di bambini, madri e figli: è qualcosa che mi ha scioccato e rattristato». Ovviamente non poteva mancare un riferimento alla legge Bossi-Fini e all’incriminazione dei profughi superstiti. «Ne discuteremo» ha detto il premier a chi gli chiedeva se il governo abolirà il reato di immigrazione clandestina, dopo le parole di martedì scorso del capo dello Stato. «Affronteremo il tema e lo affronteremo da posizione diverse. Lo dico da capo di un governo di grande coalizione. Ci sono posizioni diverse, troveremo un’intesa» ha sottolineato ancora. Nel frattempo  Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato una giornata di mobilitazione nazionale «per chiedere una diversa politica in materia di immigrazione ed asilo».

Cambio di programma
Il programma ufficiale non prevedeva la visita della delegazione al centro d’accoglienza di Lampedusa, dove vivono oltre 800 profughi su una capienza di 250. Ma oltre ai cittadini, anche il sindaco dell’isola ha insistito. «Il molo Favarolo e il centro sono due tappe imprescindibili per vedere da vicino l’entità dell’immensa tragedia che si è consumata» ha detto Giusi Nicolini. E così dopo un vortice di incontri istituzionali e telefonate è stato cambiato all’ultimo istante il programma della visita. Subito dopo l’incontro al Comune di Lampedusa la delegazione è andata al centro. Una visita lampo, di pochi minuti. «Ho visto sofferenza e dolore» ha detto Letta. E Barroso su Twitter ha pubblicato la foto dell’incontro la delegazione di profughi sbarcati nei giorni scorsi. In serata il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha confermato l’intenzione di inserire una discussione sulla questione immigrazione al prossimo vertice Ue del 24 e 25 ottobre, che accoglie così la richiesta dell’Italia. Staremo a vedere.