L’effetto referendum sembra ormai svanito. I sondaggi certificano come la situazione sia tornata molto simile a quella precedente al voto di marzo, mostrando come il campo largo non sia riuscito a capitalizzare la vittoria elettorale e soprattutto la sconfitta del governo, la cui riforma è stata bocciata dai cittadini alle urne.
Fratelli d’Italia torna così in crescita e approfitta di un tracollo del Pd, che torna intorno al 20% nel sondaggio realizzato da Ipsos e illustrato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera. Va meglio, sul fronte progressista, al Movimento 5 Stelle che in questo momento è più vicino al Pd di quanto non lo siano i dem a Fratelli d’Italia. L’altro elemento che emerge dal sondaggio è il ruolo di Futuro Nazionale, che con la riforma della legge elettorale potrebbe diventare decisivo alle urne.
Sondaggi elettorali, crolla il Pd e i 5 Stelle si avvicinano
Fratelli d’Italia fa segnare un importante rimbalzo dopo il calo post-referendum: rispetto al mese scorso guadagna l’1,4% e si attesta ora al 27,6%. Questa crescita compensa il calo di Forza Italia, che perde lo 0,8% e si ferma all’8,2%. La Lega, restando nella coalizione di governo, è invece sostanzialmente stabile al 5,7%, comunque il livello più basso dalle elezioni politiche del 2022. Così si avvicina al Carroccio Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna lo 0,7% e raggiunge ora il 4,8%, a meno di un punto dalla Lega.
Passiamo poi all’opposizione, con il Pd che subisce un tracollo: perde il 2,2% e torna addirittura intorno alla soglia del 20%, esattamente al 20,1%. Si tratta del dato più basso registrato negli ultimi anni. I dem scontano anche l’effetto comunali, con la sconfitta del loro candidato a Venezia su cui avevano molto puntato in campagna elettorale.
Diverso il discorso per i 5 Stelle, che guadagnano due decimi di punto e raggiungono il 14,5%. Oggi sono quindi a poco più di cinque punti e mezzo di distanza dal Pd, un distacco così risicato non si vedeva da tempo. Mentre i dem sono a oltre sette punti da Fratelli d’Italia: insomma, oggi il Pd deve guardarsi alle spalle pù che guardare avanti.
Restando nel campo largo, troviamo Avs al 6,8%, Italia Viva al 2% e +Europa all’1,5%. Stabile, al di fuori del campo largo e delle attuali alleanze, c’è Azione al 3,1%, quindi subito al di sopra della soglia di sbarramento prevista dalla riforma della legge elettorale attualmente in discussione in Parlamento. Scende leggermente il tasso di incerti e astenuti, al 39,8%, ovvero due punti in meno rispetto ad aprile.
Nessun effetto referendum per il campo largo
Pagnoncelli sottolinea come non ci sia stato un vero effetto referendum, anche perché tra gli elettori del No quasi un quarto è tornato ad astenersi, un dato che scende al 16% tra chi ha votato a favore della riforma della giustizia. Scende invece leggermente il gradimento del governo, dal 41% al 40%, mentre quello nei confronti di Giorgia Meloni è stabile al 42%. Per i leader politici, invece, Giuseppe Conte resta in testa davanti ad Antonio Tajani, mentre perde tre punti Elly Schlein.
Sondaggi politici, la simulazione con la riforma della legge elettorale
Considerando invece l’ipotesi di riforma elettorale, Ipsos effettua anche una simulazione in termini di seggi. I risultati sono molto diversi in base alla presenza o meno di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra. Senza Vannacci, il campo largo sarebbe al 44,9% contro il 42,3% del centrodestra e avrebbe così il premio di maggioranza che garantirebbe ai progressisti 220 deputati contro i 148 dell’attuale coalizione di governo. A questi si aggiungerebbero Futuro Nazionale con 17 eletti e Azione con 11.
Se Futuro Nazionale entrasse invece nella coalizione di centrodestra, allora sarebbe quest’ultima a ottenere il premio di maggioranza (con il 47,1% dei voti) e 220 seggi, contro i 165 del campo largo e gli 11 di Azione. Ovviamente si tratta di un calcolo matematico che è nient’altro che una somma, ma non è detto che con una coalizione allargata gli elettori, per esempio, di Forza Italia non cambino idea non volendo avere Vannacci nella loro coalizione.