Evaporato l’effetto referendum. Delusione Venezia per i progressisti

Il ribaltone non c’è stato a Venezia, che rimane in mano alle destre, e i progressisti perdono (male) dopo 12 anni Reggio Calabria

Evaporato l’effetto referendum. Delusione Venezia per i progressisti

Una tornata elettorale, quella delle comunali di domenica e lunedì, che si era caricata nelle ultime ore di campagna elettorale di significato politico. Con il sapore di quello che avrebbe dovuto essere un test anche per il governo nazionale. I fari del campo progressista erano tutti puntati su due caselle: Venezia e Reggio Calabria. Ma il ribaltone non c’è stato a Venezia, che rimane in mano alle destre, e i progressisti perdono (male) dopo 12 anni Reggio Calabria. “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”, commenta laconica la premier Giorgia Meloni.

Evaporato l’effetto referendum. Delusione Venezia per i progressisti

È nella laguna che i dem, e con loro la coalizione larga – fatta eccezione per Azione – che sosteneva Andrea Martella, speravano di spiccare il salto per poter in futuro conquistare il Veneto. È nella città calabrese che speravano nella riconferma. Un successo di Martella e del candidato di centrosinistra, Domenico Battaglia, a Reggio Calabria in questo momento avrebbe avuto un peso politico importante, in quanto avrebbe suonato come un nuovo campanello d’allarme per la coalizione di governo, dopo il referendum sulla giustizia.

Sfilata inutile in laguna

Nei giorni scorsi i leader progressisti, a partire da Elly Schlein, sono stati tutti nei luoghi ‘caldi’ della laguna. Nicola Fratoianni ha aperto le danze il 15 e 16 maggio a Mestre e Marghera accanto a Martella; martedì 19 è stato il turno di Giuseppe Conte, anche lui a Mestre; mercoledì 20 è sceso in campo Matteo Renzi. Nelle ultime ore, poi, sono scesi in campo anche nomi ‘pesanti’ di Pd e non solo, da Silvia Salis, sindaca di Genova, al fondatore del Pd Walter Veltroni. La campagna di Martella è stata tutta incentrata sui temi del lavoro, dell’industria e del welfare, che sono poi i temi che ispirano l’azione del centrosinistra a livello nazionale. Ma a Venezia ha vinto la coalizione di centrodestra che ha schierato Simone Venturini.

A Reggio Calabria, in realtà, la sconfitta dei progressisti contro Francesco Cannizzaro, frontman del centrodestra più Azione, era nell’aria. Ma forse non in queste dimensioni: oltre il 68 Cannizzaro, poco sopra il 22 Battaglia. Per il centrodestra l’obiettivo era ‘strappare’ Reggio Calabria al centrosinistra. E confermare il “buon governo” a Venezia. Ci sono riusciti e il campo progressista ha perso. Ora c’è da chiedersi perché. Forse la discussione infinita sulle primarie e il ritardo nell’individuare un’agenda programmatica, hanno contribuito a stancare l’elettorato.

Le polemiche a Venezia non hanno influenzato gli elettori

Eppure a Venezia il clima pareva più favorevole ai dem, per via delle polemiche che ci sono state per la nomina di Beatrice Venezi alla Fenice e le frizioni tra il governo e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco sulla presenza del padiglione russo. Ma che, evidentemente, non hanno influenzato i votanti. I progressisti si consolano con Pistoia, città ‘strappata’ al centrodestra e con Prato, dove torna Matteo Biffoni, dopo due anni e mezzo di commissariamento del Comune.

Segnale a Schlein

Un segnale a Schlein arriva però proprio da Prato – dove il centrosinistra vince con un esponente di area riformista – e da Salerno e da Enna dove l’ex governatore Vincenzo De Luca e l’ex senatore Vladimiro Crisafulli vincono senza il simbolo del Pd. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania a partire da Avellino e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova. Un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche”, dichiara Schlein, non perdendosi d’animo. E anche dal M5S si sottolinea che “questo voto, essendo a carattere locale, va interpretato in base alle condizioni e ai risultati di ogni singola realtà comunale”, dice Paola Taverna.