A rischio chiusura le sedi estere della Rai, a cominciare da Mosca e Madrid. In bilico anche Pechino. Come sostituti si pensa ai corrispondenti Rai

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di Marco Castoro

Prepensionamenti, tagli ai telefonini, alle auto di servizio, ai notturni, ai giornali in mazzetta e ai taxi non bastano a far respirare il cassiere di Viale Mazzini, finito a fondo senza boccali, nonostante il forziere sia vuoto da tempo. I taxi, in verità, meritano un discorso a parte, in quanto i giornalisti Rai hanno 5 euro in busta paga – il compenso pattuito 20 anni fa quando fu raggiunto l’accordo – con la differenza però che le allora 10 mila lire erano una bella cifra come rimborso per i mezzi pubblici urbani. Oggi è un po’ diverso. Con 5 euro ci prendi al massimo il bus in un giorno. Tuttavia, vista la situazione attuale, e visti i 200 milioni di rosso in bilancio, in Rai vige la necessità di dare un’ulteriore sterzata per abbattere i costi. Al vaglio del direttore generale Luigi Gubitosi c’è un’eventualità che sta già facendo discutere non poco all’interno dell’azienda. Chiudere gli uffici di corrispondenza è il nuovo obiettivo. Si comincerebbe dalle sedi di Mosca, Madrid, Buenos Aires e forse anche Pechino. Ma nel mirino potrebbe finirci pure Il Cairo. C’è addirittura chi sostiene che sarebbe meglio chiudere tutte le sedi e affidarsi all’Ansa e ai suoi corrispondenti, facendo rientrare in Italia tutti i giornalisti Rai all’estero. Tra i più battaglieri dopo le prime indiscrezioni sulle chiusure c’è Giovanni Masotti, ex Londra oggi a Mosca. Ha scritto alcune mail di fuoco chiedendo l’intervento dei sindacati. È stato deciso di chiudere anche il contratto con l’Ap Tv per i corrispondenti negli Stati Uniti. Motivo: alla fine è stato molto più oneroso di quanto ci si aspettasse. Comunque viene da chiedersi se cedere tutto all’Ansa non significhi pure rinunciare al contratto di servizio, che a quel punto l’agenzia potrebbe rivendicare.

Nasce Rai Expo
Non un nuovo canale ma una multipiattaforma con tv, radio, web e social media. Da oggi a maggio 2015 l’Expo sarà protagonista della programmazione della televisione pubblica con approfondimenti, minifiction, giochi e applicazioni. Il coordinamento della presenza di Expo Milano 2015 sui palinsesti sarà affidato a una struttura di dieci professionisti Rai.

Un aiuto al teatro
Le difficoltà economiche non precludono a Viale Mazzini la possibilità di aiutare chi sta peggio. Il teatro ad esempio. Il presidente Anna Maria Tarantola e il dg hanno promesso al ministro dei Beni e culturali e del Turismo, Massimo Bray, di partecipare al rilancio del teatro italiano, sia in tv con Rai5 sia alla radio. Niente soldi ma vetrine importanti.

La moviola già fa discutere
Il ritorno in Rai della moviola voluto da Mauro Mazza, il nuovo direttore di Raisport, già divide gli addetti ai lavori. “Sì alla moviola, no al bar sport”. Il presidente degli arbitri italiani, Marcello Nicchi, non sposa la decisione. “Una cosa è certa: la Rai aveva dato un bel segnale culturale quando decise di non proseguire su quella strada e mi auguro che anche in futuro prosegua lungo questa linea, ovvero con comportamenti adeguati. Prima di commentare, ripeto, vediamo come il servizio sarà presentato e utilizzato. Adesso come adesso – conclude Nicchi – posso sperare solo che ne venga fatto un buon utilizzo, che ci sia un buon commentatore e, terzo ma non ultimo, che non provenga dal mondo arbitrale”.

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I politici in fila dalle Lobby

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