Il padrone dell’Aci non scende dalla lobby dell’auto. Sticchi Damiani in sella da 27 anni, anche grazie a sponde Vip

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Da 27 anni consecutivi è uno dei signori indiscussi dell’Aci, l’Automobile Club Italia. Tanto è il tempo passato da quando Angelo Sticchi Damiani è diventato presidente dell’Aci Lecce, sua città natale. Da allora è stato un susseguirsi di incarichi nel “fantastico” mondo di una Federazione diventata né più né meno di una lobby tutta dedita a conservare antiquati privilegi, per esempio la gestione del Pra (Pubblico registro automobilistico). Alla fine, nel 2012, Sticchi Damiani ha coronato il suo sogno, diventando presidente dell’Aci nazionale. Ma ha coronato un altro sogno alla fine del 2016, quando è stato confermato alla guida dell’Automobile Club d’Italia per altri quattro anni, non senza polemiche. Una scalata che il “Signor Aci” ha perfezionato non preoccupandosi di accumulare poltrone nel sin troppo eterogeneo mondo dell’ente pubblico. Oggi l’Aci vanta la bellezza di 15 società partecipate, che in pratica fanno di tutto.

Il perimetro – Basta leggerne i nomi: Aci Consult, Aci Global, Aci Infomobility, Aci Informatica, Aci Mondadori, Aci Progei, Aci Sport, Aci Vallelunga, Arc Europe Sa, Cepim-Centro padano interscambio merci, Genova Car Sharing, Pronto Strade, Sara Assicurazioni, Valtur, Ventura. Insomma, un carrozzone in perfetto stile italico. Naturalmente non tutte queste società sono un fiore all’occhiello. Per capire quali contano davvero nell’universo dell’Automobile Club basta andare a vedere quelle in cui è seduto Sticchi Damiani: Aci Consult e Aci Informatica, di cui è presidente, Sara Assicurazioni, di cui è vicepresidente, e Sara Vita, controllata dalla prima, di cui è ancora presidente. Del resto, si sa, quando si parla di automobili non si può prescindere dalle assicurazioni. E averne una in casa, per l’Aci, è fonte di un bell’interesse, a cui certo il presidente non sfugge. Ma Sticchi Damiani, nonostante il ruolo pubblico, è anche imprenditore. Si dà infatti il caso che sia azionista al 75% della Pro-Sal Progettazioni salentine srl. Si tratta di una società di ingegneria che, come si apprende dal sito internet, lavora anche con commesse pubbliche e anche nel settore delle infrastrutture stradali. Insomma, settori che rischiano di lambire il mondo Aci e che collocano Sticchi Damiani in una posizione non proprio da manuale per quanto riguarda il contrasto alle sovrapposizioni di interessi. Tra l’altro alcune poltrone, quelle in Sara Assicurazioni, secondo ilfattoquotidiano.it gli starebbero creando qualche grattacapo nella procedura di conferma come presidente dell’Aci, che deve perfezionarsi con un Dpr. Sul punto Sticchi Damiani ha detto che non c’è nessun conflitto d’interessi, visto che Aci è l’azionista di maggioranza di Sara è ha tutto il diritto di esprimere suoi rappresentanti. Sarà, intanto il “Signor Aci” si gode la conferma, dietro alla quale secondo rumors ci sarebbe l’ottimo rapporto col ministro dello sport Luca Lotti. Più complicata, invece, l’intesa col ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, da sempre intenzionato a sottrarre il Pra all’Aci per affidarlo alla Motorizzazione. Ma qui il terreno è sdrucciolevole, perché si rischia di andare contro gli interessi dello stesso Automobile Club. Finora, infatti, funzionale alla gestione del Pra è stata proprio la controllata Aci Informatica, i cui ricavi 2015 hanno raggiunto 67 milioni di euro. La stessa Aci Informatica, non per niente, è presieduta da Sticchi Damiani. La cui lobby, per ora, resistite a ogni attacco anche grazie alle alleanze del presidente.

Twitter: @SSansonetti

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