Affari sporchi in tribunale. Arrestato pure un giudice a Latina. Dalla corruzione alla concussione: in manette altre sette persone

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Avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale, un sistema collaudato di corruzione con la complicità di un magistrato e un cancelliere del Tribunale di Latina. Dopo mesi di indagini delle procure di Perugia e Latina, otto persone, tra carcere e domiciliari, sono state arrestate. Tra loro c’è Antonio Lollo, giudice della sezione fallimentare, la moglie, un cancelliere, un sottufficiale della Guardia di Finanza, due commercialisti e un imprenditore.

GLI ILLECITI
I reati contestati vanno dalla corruzione in atti giudiziari alla concussione, dall’induzione indebita a dare o promettere denaro od altra utilità alla turbativa d’asta, al falso e alla rivelazione di segreto nonché all’accesso abusivo a un sistema informatico aggravato dalla circostanza di rivestire la qualità di pubblico ufficiale. Le indagini erano state avviate in seguito a una denuncia e lo sviluppo dell’attività investigativa ha portato alla luce un sistema articolato: i consulenti nominati dal giudice nelle singole procedure concorsuali corrispondevano abitualmente a quest’ultimo una percentuale dei compensi a loro liquidati dal giudice stesso.

ASTE TRUCCATE
Emersi anche illeciti volti a influenzare il corretto svolgimento delle aste disposte dal tribunale di Latina per la vendita di beni oggetto di liquidazione nelle procedure concorsuali. Sono stati accertati, inoltre, numerosi accessi abusivi al sistema informatico del registro generale della Procura per venire a conoscenza di dati coperti da segreto istruttorio.

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