Agli italiani piace stare in poltrona. Il 40% conduce una vita sedentaria: una vera e propria epidemia di pigrizia. Sempre meno i nostri connazionali che fanno sport

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Meglio in ciabatte che in tenuta da jogging. Sì, gli italiani preferiscono di gran lunga la poltrona allo sport. Una percentuale che si aggira intorno al 40% conduce una vita sedentaria secondo quanto fa sapere il Coni. Stiamo parlando di un numero come 23 milioni di nostri connazionali che non sanno nemmeno dove sta di casa la pratica sportiva. La ricerca del Coni fa il paio con gli ultimi dati diffusi dall’Istat dai quali risulta che soltanto il 21,9% dichiara di praticare attività sportiva in modo continuativo, il 9,2% in maniera saltuaria, mentre il 29,7% dichiara di fare qualche forma di attività fisica. Eppure gli effetti benefici sulla salute della pratica fisica sono ben noti da tempo.

“Diabete di tipo 2 e attività fisica: dalle evidenze scientifiche all’applicazione pratica”, è il libro di Stefano Balducci, Silvano Zanuso e Giuseppe Pugliese presentato oggi all’interno di un evento promosso da Fidal – Federazione Italiana di Atletica Leggera, con il patrocinio del Coni e del Ministero della Salute. Nel corso dell’evento sono stati ricordate anche le linee guida raccomandate a tutte le persone di svolgere attività fisica almeno 3 volte a settimana.

Ma spesso nemmeno i benefici riescono a sconfiggere la pigrizia. Mancanza di tempo, stanchezza, mancanza di motivazione e di supporto da parte della famiglia sono alcuni ostacoli denunciati al raggiungimento di uno stile di vita più attivo. Non sono gli unici, però, visto che influiscono anche la carenza di strutture adatte, le ristrette risorse economiche di questi tempi, il degrado ambientale che passa anche per la mancanza di parchi e piste ciclabili. In questo contesto si inseriscono i progetti di urban health e in particolare Cities Changing Diabetes®, l’iniziativa lanciata da Steno Diabetes Center, University College of London e Novo Nordisk con l’obiettivo di evidenziare il legame fra il diabete e le città e di promuovere iniziative capaci di salvaguardare la salute dei cittadini prevenendo il diabete.