Al Ministero della Giustizia una targa ricorda Falcone. E all’ingresso della stanza che il giudice ucciso dalla mafia occupò fino agli ultimi giorni

Targa Giovanni Falcone
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“Ringrazio il ministro della Giustizia Bonafede per il tributo riconosciuto all’opera di mio fratello. Le parole di Giovanni scelte per la targa apposta oggi, al Ministero, all’ingresso della stanza in cui ha trascorso gli ultimi periodi della sua vita, sono le più indicate per ricordarlo. ‘Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni e non le parole’, è una frase che descrive pienamente il suo modo di vivere”. E’ quanto ha dichiarato Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 e presidente della Fondazione che porta il suo nome, a proposito della intitolazione di una targa in ricordo del fratello, affissa fuori dall’ufficio al Ministero della Giustizia, in via Arenula a Roma, in cui il giudice palermitano ha lavorato come Direttore generale degli Affari Penali fino al giorno della sua morte.

“Purtroppo l’emergenza sanitaria che viviamo non mi ha consentito di partecipare alla cerimonia – ha detto ancora la Falcone -, ma so che c’è stata una grande commozione e che il ricordo di Giovanni è ancora vivo tra il personale del ministero”. In rappresentanza della Fondazione Falcone ha partecipato all’iniziativa il capo dipartimento delle Risorse umane e finanziarie del Ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda, che da anni condivide con la Fondazione le iniziative per la diffusione della educazione alla legalità nelle scuole e l’organizzazione della Nave della Legalità che ogni anniversario della strage di Capaci porta a Palermo migliaia di ragazzi da tutta Italia.

“Al Ministero – prosegue Maria Falcone – Giovanni ha vissuto un periodo molto importante e proficuo del suo lavoro, un momento di serenità dopo l’isolamento subito a Palermo. A Roma ha potuto dare un contributo rilevantissimo alla nascita della legislazione antimafia che tanti risultati ha prodotto e produce a livello nazionale e transnazionale. Mi piace molto che la stanza in cui lavorava sia rimasta come lui l’ha lasciata e che ora sia occupata da un magistrato che lavora alla cooperazione giudiziaria internazionale, un ambito in cui mio fratello è stato pioniere e in cui ha molto creduto”.

“Sono davvero emozionato e onorato di scoprire questa targa. Ci ho tenuto particolarmente – ha detto il Ministro Alfonso Bonafede – a farla affiggere perché dal lavoro di Giovanni Falcone in questa stanza hanno preso forma le intuizioni che hanno posto le fondamenta per la moderna lotta alla mafia. E ancora oggi, a 30 anni di distanza, dobbiamo essergliene grati”.