Al Sole si litiga per Napoletano. La conferma del direttore divide Confindustria. Squinzi e Boccia ai ferri corti. Giannini alla finestra

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Massimo Giannini è come quegli allenatori che devono finire il campionato con la certezza che cambieranno squadra. Il conduttore di Ballarò non resterà alla Rai. La lascia con dei risultati deludenti – non solo per colpa sua – ma con un bel malloppo: ha intascato quasi un milione lordo in due anni. Due anni di guerre sanguinose in trincea contro l’ex conduttore del programma, trasferitosi a La7 con tutta la squadra. E lasciando con il sedere per terra Raitre a due mesi dalla prima stagionale. Una volta andato via Floris, la Rai ha sbagliato ad affidare a un altro conduttore lo stesso format, avrebbe dovuto cambiare quanto meno il titolo del talk, seppure il brand sia un valore per la Rai. Anche Porta a Porta è un vanto, ma ve lo immaginate senza Vespa? Ballarò invece è rimasto. Come per dire a Floris: è la società che conta, non l’allenatore e la squadra. Giannini ne ha pagato le conseguenze. Anche perché Viale Mazzini non è riuscita a trattenere autori e redattori che si sono imbarcati in massa destinazione La7. Giannini non è mai sembrato padrone della scena, anzi spesso la sua conduzione è risultata ingessata. Ma sul fatto che sia un bravo giornalista nessuno lo mette in dubbio. Per contro Floris si è rinnovato in corsa, ha sperimentato e alla fine ha compiuto il sorpasso nella sovrapposizione, che è l’aspetto più interessante del confronto, perché il dato sullo share è falsato dalla diversa durata delle due trasmissioni. Che cosa farà ora Giannini? L’ipotesi Sole 24 ore sembrava fino a pochi giorni fa una pista plausibile.

ANTIRENZIANO – È un giornalista esperto di economia, ha un profilo brillante ed è quell’identikit che il giornale di Confindustria cerca. L’unico neo è il fatto che ormai sia identificato come antirenziano per le numerose e anche stucchevoli polemiche con il Pd e il suo premier-segretario. Quindi la nuova Confindustria di Boccia se la sente di affidare il proprio organo di stampa a un oppositore del Governo? Ma ad anticipare le mosse pare ci stia pensando Squinzi, che non vuole mollare il potere di scegliere il direttore del Sole 24 Ore. Al punto che sta pensando al rinnovo del contratto dell’attuale direttore Roberto Napoletano, il quale lo sta marcando come Gentile con Maradona. Napoletano vorrebbe la conferma a breve perché sa che più di qualcuno ai vertici del gruppo lo vorrebbe sostituire. Non è da escludere che Squinzi possa fargli un’offerta al ribasso, meno allettante. Questo balletto ha dato non poco fastidio a Boccia. Tra l’altro quest’ultimo sperava che l’ex presidente scegliesse – come da tradizione – il posto alla Luiss piuttosto che nel cda del Sole, ma Squinzi non ci ha pensato un attimo. Morale della favola: Giannini rischia di trovare la porta chiusa, anche perché Napoletano non ha proprio voglia di farlo entrare. Una condirezione potrebbe essere la strada percorribile. Ma se Napoletano rinnova bisogna aspettare il prossimo giro. Radio 24 probabilmente sarà scorporata dalla direzione del quotidiano e affidata a qualcun altro. Bisognerà capire se Minoli e Cruciani resteranno nell’emittente. Ma questa è un’altra storia.

Twitter: @marcocastoro1