Alitalia, quoque Calenda figlioccio mio! La farsa delle critiche del ministro montezemoliano: ora si schiera contro la compagnia proprio di Montezemolo

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Il film Alitalia ritorna, purtroppo, sugli schermi italiani. La compagnia aerea si ritrova a “volare” in cattive acque e deve cercare un rilancio. Così, come sempre, si torna a parla di licenziamenti: in ballo potrebbero esserci 1.500 posti di lavoro che i vertici aziendali pensano di tagliare per abbattere i costi . Ma il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha già chiarito la posizione del Governo: non sarà spettatore disinteressato. L’azienza “è stata gestita oggettivamente male: è inaccettabile che una gestione non buona venga ribaltata sui lavoratori”, ha affermato l’esponente dell’Esecutivo. Quindi Calenda ha posto dei paletti precisi: “Non esiste che si parli di esuberi prima del piano industriale”. 

L’intervento ha comunque sollevato le proteste delle opposizioni. “Oggi Calenda si sveglia e chiede di vedere il piano industriale di Ethiad per Alitalia. È due anni che chiediamo prima a Lupi e poi a Delrio che gli arabi condividano le intenzioni sulla gestione della compagnia italiana”, ha attaccato il senatore della Lega, Jonny Crosio. “Peccato che oggi sia tardi, chiederlo è da perfetti incapaci visto che ora è impossibile influenzare il piano industriale. La preda è ormai stata fatta a brandelli e la ciccia cioè i voli intercontinentali sono stati mangiati, gli avanzi sono una compagnia disastrata e senza speranza”, ha concluso l’esponente del Carroccio.

Tuttavia, per Alitalia si profila un periodo di tensione: la rottura tra azienda e sindacati è ormai conclusa. Tanto che i vertici della compagnia hanno già stoppati gli scatti salariali e sono intervenuti sui costi della tratta Roma-Malpensa. Così i rappresentanti dei lavoratori sono sempre più sul piede di guerra.