All’Agenzia del Farmaco non c’è cura per la trasparenza. Niente bando per il direttore e poltrone ai soliti noti

di Stefano Iannaccone
Cronaca

Prima il sospetto di assunzioni in famiglia, poi la richiesta di chiarimento sulla modalità di nomina. Infine l’indiscrezione su un ulteriore incarico assunto nell’organigramma dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La posizione di Luca Polifrone, direttore della segreteria tecnica della Direzione generale, è finita così sotto i riflettori del Movimento 5 Stelle, che in poche settimane ha depositato due interrogazioni parlamentari indirizzate alla ministra Beatrice Lorenzin. Ma non solo. C’è anche un altro aspetto che riguarda i piani alti dell’Aifa. Il direttore Luca Pani cesserà il suo mandato il 16 novembre e il Movimento 5 Stelle ha messo nero su bianco la richiesta di un concorso per individuare un profilo adeguato, visto che  – al momento – alla senatrice Paola Taverna, prima firmataria dell’interrogazione, non risulta che ci sia alcuna “procedura pubblica bandita, né che il ministro o i vertici dell’Agenzia del farmaco abbiano espresso una posizione al riguardo”. Insomma, il tempo stringe e non si muove nulla.

CASO POLIFRONE – I cambiamenti ai vertici dell’Agenzia di via del Tritone stanno ridisegnando la struttura. I pentastellati vogliono vederci chiaro sulla posizione di Polifrone, figura in ascesa: dopo aver ricordato l’assunzione con contratto di collaborazione  di Caterina Latronico (moglie di Polifrone), i 5 Stelle ipotizzano che nel caso di Polifrone sia “stata omessa la necessaria procedura concorsuale”, mettendo inoltre in dubbio che “il profilo fosse rispondente ai requisiti necessari a espletare l’incarico” di capo della segreteria tecnica. La Lorenzin non è intervenuta e nel frattempo Polifrone, dopo aver assunto l’incarico a capo della segreteria tecnica, “avrebbe risposto alla successiva procedura di interpello dell’11 luglio 2016 per il conferimento di posti di funzione dirigenziale di livello non generale” ricevendo al termine della valutazione “l’incarico di coordinatore dell’Area Relazioni Esterne, con relativo adeguamento retributivo”, si legge nell’interrogazione. E infine sarebbe arrivata anche la nomina alla “Direzione ad interim dell’Ufficio di Presidenza”. Taverna a La Notizia esprime un giudizio severo: “L’Aifa gestisce qualcosa come 30 miliardi di euro di soldi pubblici, è il minimo pretendere che venga gestita con trasparenza e meritocrazia”. “E invece – aggiunge la senatrice pentastellata – quello che denunciamo da anni con i nostri atti alla Lorenzin – di cui quello sull’assunzione di Polifrone è solo l’ultimo in ordine di tempo – è una governance dell’Aifa con evidenti limiti e con assunzioni che spesso sembrano essere il frutto di logiche spartitorie legate alla politici”.

VECCHIA STORIA – La questione del resto non è nuova. Come aveva già raccontato La Notizia il senatore di Alleanza liberlpopolare-Autonomie, Lucio Barani, aveva chiesto un chiarimento in Aula della ministra Lorenzin su una serie di questioni. Ma l’attesa è stata vana: non c’è stata alcuna risposta.

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