Le Lettere

Americani comunisti

Trump attacca un museo di Washington perché secondo lui espone solo i fatti negativi della storia americana. Ma si può?
Olga Bertoni
via email

Gentile lettrice, Trump si è scagliato più volte contro quella riverita istituzione che è lo Smithsonian’s National Museum of American History accusandolo di essere “comunista” (sic! Le ricorda qualcuno?). Ha commissionato un rapporto di 162 pagine che guarda caso è giunto alle conclusioni gradite al capo: lo Smithsonian, che esibisce reperti storici e archeologici a partire dai nativi americani fino ai giorni nostri, sarebbe “sbilanciato” e “radicale” perché mette in risalto, secondo i lacchè di Trump, troppi aspetti negativi della storia nazionale. È difficile pensare sia colpa del museo se i colonizzatori bianchi compirono il genocidio dei nativi, portarono milioni di schiavi dall’Africa, bruciarono vive un gran numero di donne ritenute “streghe” (un vizio cessato in Europa già alla fine del Medioevo, ma perdurato in Usa fino all’800), ecc. Però nulla è impossibile per Trump, che prima ha fatto interrogare la direttrice del museo Anthea Hartig da due commissioni del Congresso e poi ha firmato un ordine esecutivo perché sulla strada che conduce al museo siano affissi cartelli rivolti al pubblico con frasi tipo “Le informazioni fornite dal museo sono false o imprecise” e “Vi consigliamo di andare altrove per conoscere la storia degli Usa”. Prima d’ora solo nei regimi dittatoriali erano accadute cose simili. Vuoi vedere che l’America, a forza di esportare democrazia a suon di bombe, ha esaurito le scorte – di democrazia, intendo, non di bombe: quelle sono inesauribili.

Inviate le vostre lettere a: redazione@lanotiziagiornale.it