Ancora in calo i ricoveri in terapia intensiva. In 24 ore il Coronavirus ha fatto altre 610 vittime. Quasi 97mila i malati. Il Governo valuta di prolungare il lockdown al 3 maggio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Mentre il Governo valuta di prolungare al 3 maggio le restrizioni per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus, per ora valide fino al prossimo 13 aprile, per il sesto giorno consecutivo continua a calare il numero di ricoveri in terapia intensiva. I contagiati dal virus Covid-19 sono complessivamente 96.877, con un incremento, rispetto a ieri, di 1.615 contagi, mercoledì era stato di 1.195 casi. Sono, invece, 3.605 i pazienti più gravi (88 in meno rispetto a ieri), e quindi ricoverati nelle terapie intensive, 1.236 dei quali si trovano in Lombardia, con un calo di 21 degenze sempre rispetto all’8 aprile.

Degli oltre 96mila malati, ha riferito il Dipartimento della Protezione civile, 28.399 sono ricoverati con sintomi (86 in meno rispetto a ieri) e 64.873 si trovano in isolamento domiciliare, asintomatici o con sintomi lievi. “I pazienti Covid 19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi – ha sottolineato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli – sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell’8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva”.

“Lo abbiamo sempre detto – ha detto il numero uno del Dpc -, non bisogna allentare la guardia, non bisogna pensare che noi abbiamo vinto la nostra battaglia contro il virus. Dobbiamo continuare ad adottare comportamenti responsabili dobbiamo limitare gli spostamenti. Questo non può che essere garantito anche con una adeguata attività di controlli, io sono felice che siano stati potenziati i controlli, era una cosa che veniva auspicata anche dalle stesse Regioni. Invitiamo tutti a rispettare le norme”.

Le vittime salgono a 18.279 (103 sono medici e 28 infermieri), con un aumento, sempre rispetto a ieri, di 610 decessi (erano 542). Per quanto riguarda i pazienti guariti: sono 28.470 con un incremento, rispetto a mercoledì, di 1.979 pazienti negativizzati. “Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi – ha detto, invece, il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli -, ci sono 10 regioni, principalmente del centro sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10. Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale”.

“In base ai dati epidemiologici di oggi – ha aggiunto il numero uno del Css -, sottolineo che negli ultimi 5 giorni ben 4 hanno fatto registrare un numero negativo di ricoverati rispetto al precedente, compreso oggi. Il numero di pazienti ricoverati nelle terapie intensive è risultato 5 giorni su 5 in calo: ciò documenta una volta di più che c’è una riduzione della pressione sanitaria; questo dato va visto in prospettiva, perché quando si parla di fase 2 non si sottolinea abbastanza come ridurre la pressione sarà utile, specie in regioni a maggior impatto epidemico, per ottimizzare la gestione dei malati di patologie diverse da Covid 19”.

“Dico in maniera chiara – ha aggiunto Locatelli – che tutto quello che riguarderà la riaccensione delle attività produttive non essenziali andrà fatto con molta cautela per evitare una seconda ondata. Ci deve essere grande attenzione alla necessità di mantenere un’economia del Paese sostenibile, ma è prioritaria la tutela della salute. E’ assolutamente importante in questo momento che ognuno faccia quello che è chiamato a fare. I membri del Comitato tecnico scientifico forniscono orientamenti, il decisore politico ha di fatto la necessità, l’onere delle scelte politiche. Ripeto ancora che questo rapporto dialogico con chiara distinzione dei ruoli l’ho sempre trovato molto netto”.

Il Governo, secondo quanto è trapelato al termine del vertice tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali, sta valutando il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio. Palazzo Chigi sta valutando la possibilità di autorizzare poche riaperture nell’ambito delle attività essenziali. Nei prossimi giorni – spiegano fonti di governo – verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva. Il premier, dopo aver consultato Regioni, Province e Comuni, ha riferito che, al momento, non ci sono le condizioni per riaprire le attività produttive perché si rischierebbe di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati ottenuti con le misure messe in atto dall’8 marzo in poi.

Nel dettaglio (qui la mappa dei contagi): i casi attualmente positivi sono 29.074 in Lombardia, 13.258 in Emilia-Romagna, 11.336 in Piemonte, 10.449 in Veneto, 5.703 in Toscana, 3.253 in Liguria, 3.401 nelle Marche, 3.532 nel Lazio, 2.873 in Campania, 1.978 nella Provincia autonoma di Trento, 2.301 in Puglia, 1.390 in Friuli Venezia Giulia, 1.942 in Sicilia, 1.566 in Abruzzo, 1.315 nella Provincia autonoma di Bolzano, 792 in Umbria, 876 in Sardegna, 765 in Calabria, 609 in Valle d’Aosta, 275 in Basilicata e 189 in Molise.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA