Ancora un crac per Cecchi Gori. L’ex patron della Fiorentina condannato a sette anni per il fallimento della Finmavi con un passivo di 600 milioni di euro. A febbraio era stato condannato per un’altra bancarotta

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Sette anni per Vittorio Cecchi Gori. Condannato per il crac della Finmavi, la cassaforte di famiglia dichiarata fallita nell’ottobre 2006 con un passivo accertato di 600 milioni di euro. La Procura aveva chiesto dieci anni. Seconda sentenza di colpevolezza (in primo grado) per l’ex patron della Fiorentina. A febbraio era stato condannato in primo grado a sei anni per un’altra bancarotta da 24 milioni della Safin Cinematografica. E con Cecchi Gori condannato anche il commercialista Luigi Barone: punito con 5 anni per il fallimento della Safin, lunedì ne ha avuti altri cinque e mezzo (contro otto chiesti dalla procura ) per il crac della Finmavi. Per tutti e due è scattata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’obbligo di risarcire la Finmavi e la Cecchi Gori Group in sede civile. I giudici hanno ordinato la confisca delle quote sequestrate a suo tempo alla Cecchi Gori Cinema e Spettacolo e alla società Vip 97. Solo pochi giorni fa Cecchi Gori aveva ceduto al produttore Massimo Ferrero i suoi 15 cinema romani.