Arabia ed Emiri calpestano i diritti. Che errore Renzi da bin Salman. Parla il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury: “Non si può non sapere cosa accade a Riyad”

RICCARDO NOURY
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Una denuncia senza se e senza ma quella di Amnesty International dopo tutta la polemica che ha coinvolto il senatore di Italia viva, Matteo Renzi, per i suoi viaggi e la partecipazione alla convention in Arabia Saudita insieme a Mohammad bin Salman. “Quando si accettano inviti di questo genere, è un errore. E non è un errore innocente, essendo un viaggio inopportuno”, spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.

In che senso?
“L’Arabia sotto Bin Salman ha investito enormi somme per le campagne di sponsorizzazione di modo che si parli di un Paese che si avvia verso la modernità. Ma è un vano tentativo di nascondere la realtà, che è una realtà feroce fatta di continue violazioni dei diritti umani”.

Come giudica a riguardo il viaggio di Renzi in Arabia?
“Inopportuno, è un errore e non è un errore innocente. Perché non si può non conoscere ciò di cui l’Arabia si è resa protagonista. E se si dice che non si sapeva tutto questo, è mancanza di conoscenza che per un politico forse è ancora più grave”.

Eppure anche in Parlamento c’è chi sostiene che è legittimo partecipare ovviamente a tutte le convention che si ritiene opportune…
“È vero: se non c’è una norma a riguardo è tutto legittimo, non si fa nulla di illegale. Il tema però è l’opportunità della partecipazione e, soprattutto, ciò che si dice alla convention a cui si partecipa… Ma io credo ci sia una sorta di coerenza nel suo comportamento. Parliamo dello stesso personaggio che, nel 2016, guidava un governo che per primo ha autorizzato le esportazioni di bombe all’Arabia”.

Nel frattempo sembra che Renzi si sia reso protagonista anche di un altro viaggio, stavolta negli Emirati. Non si conoscono le ragioni del viaggio e saranno senz’altro lodevoli o necessarie. Però parliamo di un altro Paese che non brilla in fatto di tutela dei diritti umani.
“Non so nulla in merito al viaggio di Renzi e dunque non mi pronuncio. Ma so molto sugli Emirati. Parliamo di un Paese non molto considerato in merito ai crimini compiuti in Yemen: eppure gli Emirati hanno ad esempio aperto centri di detenzione segreti e usato strumenti di tortura contro gli yemeniti. Ma d’altronde è un Paese che anche in patria reprime il dissenso: numerosi attivisti sono finiti in carcere. La discussione va ampliata, però…”.

In che senso?
“Torno all’Arabia. Il problema non sono solo i viaggi di un personaggio politico. Pensi alla Lega Calcio: ha organizzato tre finali di Supercoppa in Arabia perché erano lautamente pagate. Significa piegarsi alla narrazione ipocrita e criminale di Bin Salman. C’è in questo un’ipocrisia clamorosa da parte di tutte le istituzioni”.

Crede che una soluzione possa essere quella di impedire a personaggi pubblici di ricevere fondi da Paesi esteri?
“Non entro nel merito delle proposte né delle vicende specifiche. Ma certo è che, ragionando in generale, in queste circostanze c’è sempre il rischio che si diventi più o meno consapevolmente uno strumento per pressioni lobbistiche esterne, il che è preoccupante”.

 

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