Si rafforza l’asse giallorosso, tremano i renziani. Pd e M5S in cerca di un accordo ai ballottaggi contro le Destre e Italia Viva

Pd M5S Conte Letta
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Esattamente un anno fa, nelle vesti di presidente del Consiglio del governo giallorosso Giuseppe Conte alla Festa nazionale del Pd a Modena fu accolto come “uno di casa”, allora il segretario era allora Nicola Zingaretti ma la storia è destinata a ripetersi: il 10 settembre il leader del M5S terrà un discorso in solitaria – senza altri politici sul palco – alla Festa nazionale dell’Unità a Bologna, forte del suo rinnovato feeling con l’attuale numero uno del Nazareno Enrico Letta.

Dalla richiesta congiunta di dimissioni del sottosegretario leghista Durigon (leggi l’articolo) alla questione del reddito di cittadinanza, sulla quale ieri Letta ha detto di condividere la posizione di Draghi: una misura che va al limite migliorata ma non cancellata. E poi, naturalmente, le amministrative di ottobre che si avvicinano e, fatta salva Napoli dove entrambe gli schieramenti appoggiano l’ex ministro Manfredi, Pd e M5S a Roma e Torino – dove corrono contrapposti al primo turno – potrebbero siglare una sorta di patto di “desistenza” al secondo turno.

Anche perché sotto la Mole si sta compattando un asse fra i renziani e gli uomini di Calenda in sostegno dell’imprenditore in quota centrodestra Paolo Damilano, dato in vantaggio ma insediato dal candidato Pd. Nella Capitale Raggi e Gualtieri sono ad oggi accreditati dai sondaggi più o meno sulle stesse percentuali e l’uomo da battere è anche qui il “civico” appoggiato dalle destre Enrico Michetti.

Leggi anche: Conte stoppa il modello Draghi. Intese locali solo giallorosse. Sconfessato Cancelleri che vuole un’alleanza allargata in Sicilia. E i 5S di Gragnano in corsa insieme a FI.