Governo in tilt sulla corsa al riamo, destre in confusione sull’adesione al fondo Safe

Crosetto sollecita Giorgetti per avere una risposta sull'adesione al fondo Safe per la difesa, ma il governo non sa cosa fare.

Governo in tilt sulla corsa al riamo, destre in confusione sull’adesione al fondo Safe

L’Italia non ha ancora deciso. Sul prestito Safe per la difesa il governo sembra ancora brancolare nel buio. D’altronde che le priorità siano cambiate non c’è dubbio e l’ha ribadito anche ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: la crisi energetica viene prima delle spese militari. Così il governo per ora prende tempo, come dimostrato anche dalle ultime parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

L’esponente di Fratelli d’Italia, infatti, spiega che sta aspettando una risposta dal Mef, e quindi da Giorgetti, sull’adesione dell’Italia al prestito Safe per la difesa. “Entro fine maggio” bisogna decidere “se accedere al fondo Safe o no, perché entro fine maggio bisognerebbe firmare i contratti”, spiega Crosetto. Ma il governo non ha ancora deciso.

Fondi Safe per la difesa, Crosetto in pressing ma Giorgetti prende tempo

Crosetto sta quindi attendendo e sollecitando una risposta da Giorgetti, perché si tratta di una “decisione che spetta al Mef”. Il ministro della Difesa evidenzia di aver “scritto una lettera a Giorgetti” e di averne anche “rimandata un’altra ieri per sapere qual è la decisione del Mef”. Al momento, però, non è arrivata una risposta: “Attendo la risposta: non sono né pessimista, né ottimista”, afferma Crosetto.

Il ministro della Difesa non prende una posizione, ma sembra evidente come attenda impaziente una decisione del Mef e del governo, per capire se l’Italia accederà o meno al prestito per la spesa militare. I dubbi sull’adesione sono stati espressi proprio da Giorgetti, che durante il question time alla Camera ci ha tenuto a ribadire che “lo strumento Safe è e resta un sistema di finanziamento non certo a costo zero: si tratta di un prestito che, se ha il vantaggio di consentire una dilazione in avanti nel tempo e tassi vantaggiosi, implica comunque l’obbligo della restituzione e la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti”. Insomma, l’adesione è tutt’altro che scontata, tanto più in un momento in cui l’Italia insiste in Ue per la sospensione del Patto di stabilità per le spese energetiche e ribadisce che le sue priorità sono altre.