Cinque in carcere e due ai domiciliari. Sono sette le misure cautelari eseguite questa mattina dalla Digos della Polizia di Stato, che mettono fine all’attività di un presunto gruppo anarchico accusato di aver preso di mira le infrastrutture ferroviarie italiane con attentati pianificati e rivendicati pubblicamente. Un’operazione che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito senza mezzi termini “un colpo durissimo alla rete anarco-insurrezionalista”.
L’indagine sugli attentati alla rete ferroviaria
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo aveva costituito “una compagine criminale connotata dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico”, strutturata secondo metodologie tipiche del movimento anarchico. Il cuore operativo era radicato a Roma, ma le ramificazioni si estendevano ad altre città: Bologna, Forlì, Cesena, Milano e Napoli. Le perquisizioni eseguite in parallelo all’operazione hanno interessato anche Torino, Terni e Rieti.
Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura. Il reato principale contestato, a seconda delle singole posizioni, è quello di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, ai sensi dell’articolo 270 bis del codice penale. Due degli arrestati sono ritenuti gravemente indiziati anche di concorso in attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione a delinquere, tutti aggravati dalla finalità terroristica.
L’attentato del 14 febbraio all’Alta Velocità Roma-Firenze
L’episodio più grave al centro dell’indagine risale al 14 febbraio 2026, quando ignoti colpirono la rete ferroviaria dell’Alta Velocità sulla tratta Roma-Firenze utilizzando manufatti esplosivi rudimentali, ma di “sicura efficacia” secondo gli inquirenti. I danni provocati all’infrastruttura sono stati quantificati in 455 mila euro di costi di ripristino. Nella stessa fase fu colpita anche la linea Roma-Napoli. Entrambe le azioni furono rivendicate attraverso il sito web ispiraazione.noblogs.org, creato alcuni mesi prima, con un comunicato che richiamava la concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e dichiarava esplicitamente intenti antimilitaristi e di “attacco violento alle infrastrutture”.
Nel testo della rivendicazione emergeva anche un altro obiettivo politico del gruppo: mantenere viva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo contro il regime detentivo del 41bis applicato al leader anarchico Alfredo Cospito, “anche attraverso violente azioni dimostrative”. Un filo rosso che, secondo le indagini, ha continuato ad alimentare percorsi di radicalizzazione in diversi ambienti estremisti italiani.
Piantedosi elogia gli investigatori
La notizia degli arresti è arrivata accompagnata dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno. “Anche oggi un plauso alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e a tutti gli investigatori che, con il coordinamento dell’autorità giudiziaria, hanno disarticolato una rete eversiva di matrice anarchica attiva sul territorio nazionale”, ha detto Piantedosi. Il titolare del Viminale ha sottolineato come le indagini dimostrino ancora una volta il legame tra la vicenda Cospito e i percorsi di violenza in alcuni ambienti radicali: “La campagna di mobilitazione estremista sviluppatasi negli ultimi anni attorno a questa vicenda ha continuato ad alimentare attacchi alle istituzioni democratiche”.