Aumenta il rischio di epidemia non controllata e non gestibile. L’Iss: “Peggioramento generale della situazione. Ancora impossibile ripristinare il tracciamento”

CORONAVIRUS
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“Si osserva un aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA”. E’ quanto evidenzia il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Italia. “Questa settimana – si legge ancora nel documento – si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente”.

L’indice di trasmissibilità Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, nel periodo fra il 4 e il 10 gennaio, è stato pari a 1,09 (range 1,04-1,13) in aumento da cinque settimane. Undici Regioni/PPAA riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso. Valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77).

L’intero territorio nazionale, evidenza ancora il monitoraggio dell’Iss, è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. “Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità – si legge ancora – quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate”. Per la seconda settimana consecutiva si osserva un aumento dell’incidenza a livello nazionale e fra le regioni si riscontrano valori elevati in Veneto (365,61 per 100.000), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77).

Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3. Nove regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

“In Italia la situazione è di lieve crescita, questo è frutto degli sforzi fatti nel periodo festivo, evitando una impennata della curva”. Ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. “Non c’è comune in Italia – ha aggiunto il numero uno dell’Iss – che non abbia segnalato dei casi quindi il virus circola in tutte le aree del Paese. L’Europa è sempre in piena pandemia, ha aggiunto, ci sono zone di colore rosso intenso che si spostano di settimana in settimana ma rimangono persistenti, da qui la necessità di adottare tutte le misure a livello nazionale e regionale in primis per quanto ci riguarda ma anche a livello europeo per poterla controllare”.

 

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