Azzardo Capitale, Roma butta 6 miliardi alle slot. Uno studio dell’ente camerale: nel centro storico il primato dei Compro Oro

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In una parola, devastante. È questo il quadro delineato ieri nel convegno tenutosi nell’Aula della giunta della Camera di Commercio di Roma sull’impatto del gioco d’azzardo nella Capitale. Nell’indagine si è tenuto conto anche dell’apertura dei negozi “compro oro”, sempre più presenti nelle vie e nelle piazze di tutti i municipi di Roma. La fotografia scattata dall’ente camerale non lascia dubbi: il centro storico ha il “primato” dei Compro Oro (46) e 16 sale dedicate all’azzardo. Macchinette più diffuse, invece, in periferia: al primo posto Appio Tuscolano (38) con 32 Compro Oro. Tra il I Municipio (Centro storico) e il XII (Gianicolense) c’è una sproporzione per la prevalenza, nel primo, di punti di Compro Oro e nel secondo di sale da gioco. “La crescita esponenziale di questi due settori ha coinciso con la crisi economica e si è localizzata nelle parti della città, soprattutto periferiche e semi periferiche, già interessate da un disagio sociale”, ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma. Secondo i dati della ricerca, presentati durante il convegno moderato dal segretario generale dell’ente camerale, Pietro Abate, dal 2007 al 2012 il consumo pro capite per il gioco d’azzardo a Roma è aumentato del 65,2%, passando da 839 euro a quasi 1.400 euro in media. In pratica, 6 miliardi all’anno. Ora, per trovare soluzioni immediate si sta pensando ad un tavolo comune tra Camera di Commercio, Comune e Regione. La proposta arriva dal capogruppo della “Lista civica Nicola Zingaretti”, Michele Baldi.

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