Ballarò non mangerà il panettone. Aria da rompete le righe. Rischio di chiusura a Natale: l’opposizione a Renzi non paga. Il capostruttura molla Raisport

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di Marco Castoro

Poteva essere una settimana tranquilla, senza il patema d’animo dei dati di ascolto, vista la pausa forzata ell’Auditel. E invece a Ballarò è andato in onda lo scontro. Poche ore prima della puntata. Il capostruttura se n’è andato battendo la porta. Il vicedirettore di Raitre, Luca Mazzà, dopo essere entrato in contrasto per l’ennesima volta con il conduttore Massimo Giannini, ha deciso di lasciare baracca e burattini. Il casus belli va ricercato nella scelta degli ospiti e nella linea editoriale. Il Ballarò di Giannini non ama Renzi. Non serve certo Sherlock Holmes per arrivare a questa conclusione. Tuttavia non tutti hanno voglia di fare un’opposizione ferrea al Governo, soprattutto in prossimità di nuove nomine a Viale Mazzini. Giannini sceglie accuratamente i suoi ospiti. E la presenza di Bersani, della Camusso, di Landini e di tutta quella sinistra che fa perdere le staffe al premier non è facile da mandare giù nemmeno per un capostruttura esperto. In verità anche Renzi e i suoi deputati ne hanno sparate di cannonate contro il talk di Raitre. Resistere non è facile. La redazione è reduce da un anno faticoso e molti rapporti si sono logorati. Floris continua a essere un problema, anche se né Vianello né Giannini lo ammetteranno mai. Se il sorpasso di diMartedì dovesse essere sistematico Ballarò non arriverà alla fine della stagione. Esiste già un piano B che prevede la messa in onda fino a Natale, poi stop ai box per lavorare su nuove formule. L’atmosfera da rompete le righe è già respirabile. Dicono i beneinformati che il conduttore Giannini si sia incontrato con l’Ingegnere De Benedetti e con Ezio Mauro per parlare del suo futuro. Tra un tagliolino e un altro l’accordo si sarebbe trovato. Del resto tutto si può pensare meno che un giornalista del calibro di Giannini resti a spasso.

PARIS CONTRO TUTTI – Situazione incandescente anche a Raisport. In redazione prevalgono i grandi malumori. I giornalisti sono in fermento e il direttore Paris, la cui mission secondo le direttive dell’ex dg Gubitosi era quella di riappacificare gli animi, sta avendo un effetto boomerang. Al punto che l’assemblea di redazione in questa settimana è arrivata a votare sulla sfiducia al piano editoriale. Basteranno i voti dei fedelissimi Rimedio, Fusco, Antinelli per evitare a Paris la gogna? Il direttore è accusato dalla redazione di pensare solo alla Domenica sportiva, quando invece ci sono due canali tematici che non decollano e le altre trasmissioni da rivedere, tra cui il Processo che va maluccio. A testimonianza dell’amore morboso verso la Ds,  Paris ha comunicato che l’attuale edizione è la più vista rispetto a quella condotta da Paola Ferrari (2013) e da Sabrina Gandolfi (2014). Dati alla mano il sito Tv Zoom ha smentito quanto detto da Paris. L’edizione più vista resta quella con la Ferrari. Ma come può un direttore tenere una redazione unita facendo le classifiche? Per lo più sbagliate…

UNICI DAVVERO – Lo sapevate che Maria De Filippi da ragazza aveva in camera un poster di Miguel Bosè? Questa e altre curiosità nel programma Unici, uno degli appuntamenti cult della seconda serata di Raidue. Già la seconda serata… Beato chi ce l’ha.

IL CONCORSONE
Ci sono pure giornalisti di Sky e Mediaset tra i vincitori del Concorsone Rai. Dietro il primo in graduatoria, Giacomo Segantini di Euronews, ci sono – tra gli altri – volti dei tiggì come Marco Piccaluga di SkyTg24 e Ida Barone di Studio aperto. In graduatoria anche il vicedirettore del Foglio Lo Prete e due altri volti visti a SkyTg24 qualche tempo fa (Giulia Di Stefano e Francesca Spaziani Testa). Mentre la Francesca Romanelli che compare nella graduatoria è soltanto una omonima della conduttrice del Tg4.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I 5S al bivio della loro storia

Come i capponi di Renzo, che se le davano di santa ragione mentre era già pronta la loro pentola, nei Cinque Stelle si menano come fabbri incuranti del barbecue che li attende, gentilmente offerto dalle élites finanziarie del Paese con i loro camerieri di destra

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