Banca Rai salva Sanremo. La tv di Stato anticipa al Comune i 5 milioni della convenzione, permettendogli di chiudere il bilancio in pareggio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

fa discutere la decisione della Rai di anticipare al Comune di Sanremo i circa 5 milioni in Convenzione, destinati all’organizzazione del Festival 2015, in modo che l’amministrazione possa far quadrare i conti e rispettare il Patto di Stabilità. Nei giorni scorsi il sindaco Alberto Biancheri aveva indicato la data del 18 dicembre come termine ultimo per trovare 13 milioni. Biancheri aveva detto che 3,6 milioni sarebbero stati reperiti dalla vendita delle azioni dell’Autofiori, altri 4 sono di risparmi sulla spesa pubblica e la rimanente parte arriverà dalla Rai, che si è impegnata a saldare il conto entro il 31 dicembre 2014, anziché il prossimo anno, come di regola. Ma la vicenda sta già comportando ripercussioni. “Lascia molto perplessi l’atteggiamento della Rai, che decide di fare ricorso contro il governo per il taglio deciso per finanziare gli 80 euro, ma si affretta ad anticipare 5 milioni di euro al Comune di Sanremo, facendo passare il servizio pubblico per una sorta di banca per enti locali”, afferma la deputata del Partito democratico e componente della Vigilanza Rai Lorenza Bonaccorsi. “E’ opportuno che la Rai chiarisca i costi dell’operazione e l’eventuale legittimità di un modo di agire che sembra in contraddizione con la decisione del cda di ricorrere contro il governo”, continua la Bonaccorsi,  “Tra l’altro negli anni passati il Festival di Sanremo non ha brillato per ricavi, visto che si è parlato di edizioni addirittura in perdita nel computo tra ricavi pubblicitari e spese, per cui appare singolare che il servizio pubblico si precipiti a pagare in anticipo la  convenzione con il Comune”. Per quest’anno però le prospettive per le entrate del Festival sembrano positive: in cassa grazie al Festival dovrebbero entrare 50 milioni di euro.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA