Base militare a San Rossore, il Pd non la vuole. Al Nazareno cascano dal pero. Ma il decreto è firmato proprio dal ministro dem Guerini

Base militare San Rossore
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Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Alla fine anche il segretario dem Enrico Letta ha espresso profonda contrarietà a un’opera che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni: la nuova base militare di San Rossore. E già questo pone non pochi interrogativi pensare sull’utilità di un campo armato. Ma c’è di più: la base dovrebbe nascere all’interno di un Parco naturale.

Base militare a San Rossore, per il segretario del Pd Letta “è una scelta sbagliata”

Insomma, uno scempio. A dirlo chiaramente, come detto, è stato anche Letta, che a Pisa ha vissuto a lungo: “È una scelta sbagliata. La nostra posizione è allineata a quanto detto dal Pd di Pisa che, se non erro, è stato il primo ad esprimersi con parole molto chiare”. Questa è dunque la posizione del segretario del Partito democratico sul progetto del governo Draghi di costruzione di una maxi-base militare nell’area protetta di Coltano San Rossore.

Il decreto è stato firmato dal ministro dem Lorenzo Guerini

C’è tuttavia un punto che non torna: a controfirmare il decreto che autorizza la spesa, peraltro prelevando fondi del PNRR come fosse un’opera per la ripartenza del nostro Paese (?), è stato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Che, guarda un po’, è esponente del Pd, lo stesso partito di quel segretario che ha definito la scelta “sbagliata”.

A sottolineare questo cortocircuito politico è stato ieri il vicepresidente del Movimento cinque stelle, Riccardo Ricciardi: “Non è possibile rovinare oltre 70 ettari del parco naturale di Migliarino San Rossore per realizzare una nuova base militare. Una scelta resa ancor più inaccettabile se si considera che la base è inclusa all’interno delle ‘opere di difesa nazionale’ contenute nel Decreto Governance Pnrr”.

Da qui la constatazione curiosa: “Leggo con piacere che Letta ha espresso contrarietà a questo progetto. Mi chiedo però se si è confrontato con il ministro Guerini che ha controfirmato il decreto con cui si è disposta l’opera. Sarebbe bene che il Pd facesse chiarezza e si schierasse al nostro fianco contro l’allargamento della base militare”.

Ma c’è di più. Mentre Guerini firmava il decreto, a dire no alla stessa opera era una parte considerevole del Pd. La vicenda, infatti, ha sollevato forti polemiche, sia per il luogo individuato per la nuova edificazione da oltre 440mila metri cubi, un’area agricola all’interno del parco di San Rossore, tutelata da vincoli ambientali e paesaggistici, sia per la scelta di finanziare il progetto tramite i fondi del PNRR.

La cosa non è banale dato che in questo modo, semmai la base dovesse realizzarsi, potrà beneficiare delle misure di semplificazione procedurale in materia di opere pubbliche: in altre parole la costruzione può eludere le consuete procedure che prevedono anche la condivisione con gli enti locali e gli abitanti. In una nota di giorni fa, ad esempio, i dem pisani hanno stigmatizzato la scelta di Coltano, come sede della cittadella militare, con una nota in cui si afferma che “non convince la collocazione di questo intervento nell’area protetta, che ne verrebbe pesantemente trasformata, con l’urbanizzazione di una superficie ingentissima, con strutture di grande impatto”.

Stessa posizione espressa anche dal Pd toscano per bocca del capogruppo in Consiglio Regionale, Vincenzo Ceccarelli, che ha definito il progetto della base militare di San Rossore “non sostenibile per il territorio” e ha annunciato che “porteremo la questione all’attenzione del Consiglio regionale, per chiedere al Presidente alla Giunta di attivare ogni strumento possibile per aprire un confronto con il ministero e con le autorità militari”. Qualcuno, almeno questa volta, avvisi Guerini.