Berlusconi al Colle? Raccapricciante. Mai bunga bunga al Quirinale. Parla il senatore M5S Ferrara: “Da Salvini idea irricevibile e uno sfregio alle istituzioni”

Berlusconi Ferrara
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Silvio Berlusconi al Quirinale? No, grazie. Anzi, “è raccapricciante che Salvini sponsorizzi per il Quirinale un pregiudicato per frode fiscale che ha fondato un partito con Marcello Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Agli inizi del semestre bianco che porterà all’elezione del nuovo inquilino del Quirinale al posto di Sergio Mattarella, il senatore del Movimento cinque stelle Gianluca Ferrara (nella foto) chiarisce la posizione dei pentastellati sull’idea avanzata da Salvini in merito al Cavaliere quale ipotesi per la presidenza della Repubblica.

Proposta irricevibile, dunque?
Vorrei ricordare che Berlusconi, espulso dal Parlamento, per ben nove volte, è stato salvato dalla prescrizione e in tre casi, la Cassazione, ha assodato che i reati a lui attribuiti li aveva commessi ma era trascorso il tempo utile per sanzionarli. I recenti endorsement di Salvini a favore dell’ex cavaliere Berlusconi non sono attribuibili al caldo o ai troppi mojito che sta ingurgitando al Papeete, ma a un duplice piano: completare la sua “opa” su Forza Italia e inviare un messaggio rassicurante a quel sistema clientelare e corrotto presente nel nostro Paese.

Il nome del Cavaliere potrebbe però unire tutto il centrodestra. Crede che qualcuno da Pd e Iv potrebbe aderire?
L’idea che un’ala del Quirinale possa essere adibita al bunga bunga sarebbe uno sfregio alle nostre istituzioni e alla nostra storia repubblicana. Giorgia Meloni ha già dichiarato che assolutamente lo voterebbe, del resto lei è stata ministro del governo Berlusconi e di quella maggioranza che votò a favore di innumerevoli nefandezze compreso il Mes. Il Pd non credo possa aderire, da Renzi ci si può aspettare di tutto.

Nel frattempo Renzi ha lanciato anche il nome di Casini. Questa carta potrebbe incontrare i favori dei Cinque stelle?
Ritengo che Matteo Renzi sia uno sponsor utile soltanto per il brutale principe saudita Bin Salman. Ma quest’ultimo non è cittadino italiano e non ha compiuto 50 anni, altrimenti non mi meraviglierei che Renzi lo indicasse come un possibile presidente in grado di farci rivivere i lustri di un nuovo Rinascimento…

Chi crede possa avere i requisiti per aspirare al Quirinale? Ha in mente un nome?
L’Italia necessita, ancor più in questo momento delicato, di una figura credibile e integerrima come è stato il presidente Mattarella e come in passato lo è stato Sandro Pertini. Oggi, al di là del toto nomi, ritengo che il Paese abbia bisogno di un presidente che possa unire, dissipare le crescenti forze centrifughe ed essere garante del rispetto della Carta costituzionale. Il compito di un presidente non è solo di tutelare i valori costituzionali, ma anche di far sì che essi possano continuare ad essere attuati.

Nel frattempo a far discutere è un leghista: Claudio Durigon. Prima l’inchiesta giornalistica sui rapporti “pericolosi” del sottosegretario a Latina, e ora l’idea di intitolare un parco verde al fratello del Duce…
Il sottosegretario Durigon, dopo esser stato sorpreso in un video di Fanpage, dove si vantava di aver influenzato la nomina di un generale della guardia di finanza che doveva indagare sui 49 milioni spariti della Lega, andava subito rimosso. Durigon di recente ha inviato un altro segnale inquietante: intitolare al fratello del Duce un parco già dedicato a Falcone e Borsellino. La Lega oggi, ancor più di ieri, cela al suo interno un inquietante problema etico. Penso non solo a suoi esponenti che sparano e uccidono uomini disarmati per strada, ma soprattutto ai recenti arresti e indagati per mafia, non ultimo lo scioglimento del comune di Foggia per infiltrazioni della criminalità organizzata. I falliti tentativi leghisti di rendere praticamente impuniti i reati collegati alla criminalità che erano presenti nella prima versione della riforma Cartabia, sono un chiaro segnale di posizionamento su cui riflettere.

Per ora né Franco né Draghi hanno commentato. Non crede sia grave?
Il presidente Draghi dovrebbe subito espellere un personaggio come Durigon che ha palesato di essere incompatibile con i principi costituzionali. Se Draghi non lo rimuove, rischia seriamente di avallare gli allarmanti rigurgiti fascisti presenti nel nostro Paese e alimentare quel sottobosco di malaffare che cerca dei riferimenti politici. Durigon ha vilipeso sia i valori dell’antifascismo su cui è basata la nostra Costituzione, che la lotta alla mafia incarnata da uomini come Falcone e Borsellino che con coraggio hanno donato la vita per garantire un futuro di legalità al nostro Paese.