Soglia innalzata dal 40 al 42 per cento, soppressione dei ballottaggi e l’introduzione di un sistema di coordinamento tra Camera e Senato che punta ad assicurare che il premio venga assegnato solo se non ci sono risultati difformi tra i due rami del Parlamento. Sono queste le principali novità del testo bis della legge elettorale che la maggioranza ha depositato in commissione Affari costituzionali della Camera.
Blitz sulla legge elettorale: il nuovo testo in Aula il 26 giugno
Il premio (che resta pari a 70 seggi a Montecitorio e a 35 a palazzo Madama) viene attribuito alla lista singola o alla coalizione che sia arrivata prima sia alla Camera che al Senato, a condizione che abbia ottenuto, in ciascuno dei due rami, almeno il 42 per cento dei voti validi. Nel caso in cui il primo arrivato sia diverso, oppure nel caso in cui la soglia sia stata raggiunta anche solo in uno dei due, la distribuzione dei seggi è integralmente proporzionale in entrambi i rami. Inoltre, è stato abbassato da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato il tetto massimo di seggi ottenibile da chi si aggiudica il premio.
Italiani all’estero
Per quanto riguarda gli italiani all’estero, si prevede l’introduzione di una sorta di meccanismo anti-contraffazione. Sul piano delle soglie di accesso, il testo mantiene il criterio del 3% nazionale per le liste coalizzate ammesse alla ripartizione dei seggi. Viene inoltre previsto un meccanismo di salvaguardia per la lista più votata all’interno di una coalizione, anche se sotto soglia. La proposta introduce anche un limite alla dimensione della maggioranza parlamentare risultante dal premio. Vengono poi ridefinite le schede elettorali e le modalità di voto. Nella scheda comparirebbero i simboli delle liste, i candidati nei collegi plurinominali e, in un riquadro separato, i candidati delle liste circoscrizionali collegate al premio di governabilità.
L’indicazione del candidato premier
Nel testo bis è stato precisato che la mancata indicazione della persona da proporre quale candidato premier implica l’inammissibilità delle liste. Lo stesso vale anche per la mancata presentazione del programma elettorale. Il testo è stato, tra le proteste dell’opposizione, calendarizzato per il 26 giugno alla Camera. Un breve ciclo di audizioni nella giornata del 3 giugno per poi votare l’adozione del testo base il giorno successivo, è l’ipotesi avanzata in ufficio di presidenza dal presidente della commissione Nazario Pagano.
Opposizioni in trincea
Le opposizioni stanno però criticando la tempistica. “Prima la maggioranza presenta un testo contestato da autorevoli costituzionalisti; poi decide unilateralmente di riscriverlo in toto pretendendo di dettare termini di approdo in Aula con tempi strettissimi che mortificano ancora una volta il Parlamento”, denunciano i dem Francesco Boccia e Chiara Braga. E a poco valgono le rassicurazioni del responsabile organizzazione di FdI. Il testo “non è inemendabile”, ha detto Giovanni Donzelli. “Se c’è un emendamento condivisibile non abbiamo motivi per non approvarlo. Se c’è un emendamento che stravolge l’impianto ad esempio cancellando il premio di maggioranza, non possiamo accettarlo”, ha precisato.