Dopo 19 mesi di stop, ieri la commissione di Vigilanza Rai è tornata a lavorare. Come primo atto, l’ufficio di presidenza ha votato all’unanimità l’avvio della discussione su una risoluzione contraria alla cessione del Teatro delle Vittorie da parte della Rai e favorevole ad una revisione del piano immobiliare.
A dispetto dell’apertura iniziale, nel corso della discussione non sono mancati gli spunti polemici e una convergenza dei due schieramenti sul testo appare al momento tutt’altro che scontata. La seduta ha prodotto il risultato di convocare in audizione, tra un paio di settimane, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha palesato l’interesse sia per il Delle Vittorie che per Palazzo Labia a Venezia, e dei dirigenti Rai che hanno lavorato al dossier.
Ma è ancora alto mare sulla presidenza Rai
Lo sblocco dei lavori era stato deciso dopo la protesta del deputato di Iv Roberto Giachetti, che aveva avviato uno sciopero della fame. Niente da fare invece sull’elezione del presidente della Rai. La maggioranza non ha presentato un candidato alternativo alla indigesta Simona Agnes, la minoranza non l’ha votata per l’ennesima volta. Circolano voci sulla possibilità che la maggioranza possa cambiare nome per arrivare a un accordo, ma non c’è nulla di concreto in questa direzione.
La destra pensa già a monopolizzare il prossimo Cda (da scegliere prima delle elezioni)
Più probabile che si vada avanti con l’attuale assetto fino alla scadenza della primavera dell’anno prossimo o che, al massimo, le forze di governo decidano di anticipare il rinnovo del Cda, garantendosi così un quinquennio alla guida della tv pubblica indipendentemente da come andranno le prossime elezioni, qualora venga approvata la nuova legge sulla governance che amplia appunto la durata del mandato del board.
Bevilacqua contro i nuovi tagli a Report
La 5S Dolores Bevilacqua ha poi sollevato la questione Report, denunciando gli ennesimi tagli al budget. “Prima tagliano 4 puntate a Ranucci. Ora arrivano anche i tagli ai compensi di Paolo Mondani e Bernardo Iovene. E tutto confezionato nel solito burocratese: ‘mancanza di budget’. Traduzione: colpire senza dirlo esplicitamente”, ha detto Bevilacqua.
Che ha aggiunto: “Ma una domanda resta: perché non trovare una soluzione, se parliamo della trasmissione di giornalismo d’inchiesta più seguita e amata dal pubblico? Chi si occupa di questo in Rai sta eseguendo l’ordine di mobbizzare Report, o è solo inadeguato?”.
E ha chiesto polemicamente: “Perché invece per gente come Tommaso Cerno, che affonda ogni giorno gli ascolti di Rai2, si trovano centinaia di migliaia di euro, mentre su Report cala la scure? E soprattutto: sui tagli alle 4 puntate, perché la Rai continua a raccontarla così? Hanno tagliato anche altri? È successo allo stesso modo anche a Bruno Vespa e Monica Maggioni? Chiediamo per un amico”.