Commenti antisemiti nella chat dei Fratelli d’Italia in Trentino, la premier tace e Donzelli minimizza. Intanto i meloniani disertano la cerimonia per Matteotti

Chat antisemite di Fratelli d'Italia in Trentino. Meloni tace mentre Donzelli minimizza l'inchiesta del Domani

Commenti antisemiti nella chat dei Fratelli d’Italia in Trentino, la premier tace e Donzelli minimizza. Intanto i meloniani disertano la cerimonia per Matteotti

Tre anni fa furono i giovani di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, a finire su tutti i media italiani per episodi di antisemitismo, documentati dall’inchiesta di Fanpage “Gioventù Meloniana”.

Ieri  invece nella tempesta sono finiti i loro parenti più grandi, grazie al quotidiano Il Domani, che nel pezzo “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci. La chat shock di Fdi”, ha svelato i discorsi antisemiti degli esponenti trentini del partito di Giorgia Meloni.

Le frasi antisemite dei dirigenti FdI contro Parenzo

Nell’articolo si citano alcune frasi come “leccaculo dei giudei” o “ad averci le palle, le cose sarebbero diverse”, apparse in una chat di dirigenti di FdI. Alcuni esponenti del partito di Meloni “si sono lasciati andare a commenti pesanti in una chat interna denominata congresso Fdi nata in riferimento all’assise in Trentino del novembre 2025”, spiega il quotidiano.

A scatenare i commenti sarebbe stata una foto del giornalista David Parenzo, a Trento per il festival dell’Economia, postata su Instagram da Francesco Barone, militante locale dei Fdi “Un caffè con David Parenzo”, scrive Barone a commento della foto. L’immagine viene postata nella chat di Fdi da Cristian Zanetti, esponente della ‘minoranza’ di Fdi locale. “Tra minchioni si intendono bene”, commenta Daniele Demattè consigliere comunale del partito a Trento. Ad intervenire è poi Cristian Zanetti del coordinamento provinciale di Fdi che aggiunge: “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci”.

Pirondini: “Che farà ora Meloni, caccerà gli antisemiti…?”

Frasi che fanno a pugni con quell’idillio ormai stabile tra Fratelli d’Italia e comunità ebraiche italiane. “Domani pubblica chat interne attribuite a dirigenti locali di FdI e dentro compaiono frasi che, se confermate, non sarebbero “battute private” ma espressioni di volgare antisemitismo”, attacca il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini.

“Ed è qui che Fratelli d’Italia entra in un cortocircuito politico gigantesco”, continua Pirondini, “Perché da anni il partito di Meloni si vuole presentare come il partito inflessibile contro l’antisemitismo, anche per coprire i silenzi e l’imbarazzo davanti alle atrocità perpetrate dal governo criminale di Netanyahu a Gaza e nei territori occupati”. “Ora Meloni come già accaduto in passato scopre che gli antisemiti sono nel suo partito, che farà? Lì caccerà tutti?”, si domanda il pentastellato.

Anche Elly Schlein chiama in causa la premier: “Quei messaggi di odio antisemita emersi nelle chat territoriali di FdI di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti. L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate”, dichiara la segretaria Pd.

Donzelli: “Non era una chat di Fdi, ma controlleremo”. E poi attacca la sinistra pro-pal…

Nel tardo pomeriggio la nota di Giovanni Donzelli: “La chat su cui sarebbero girati i messaggi non è di Fratelli d’Italia, tant’è che nelle conversazioni ci sono insulti anche al nostro partito”, si legge, “Faremo comunque le dovute verifiche: chi ha scritto quelle frasi non è compatibile con noi”. E, siccome la miglior difesa è l’attacco, Donzelli aggiunge: “Ma sia chiaro che non accettiamo in alcun modo lezioni dalla sinistra italiana. Chi arriva ad invitare in Parlamento i fiancheggiatori dei terroristi antisemiti di Hamas e non ha proferito parola sugli attacchi e gli episodi di violenza, che abbiamo visto acuirsi in questi ultimi mesi contro le comunità ebraiche, dovrebbe avere la decenza di rimanere in silenzio”.

E conclude ricordando come “il nostro impegno contro l’antisemitismo è cristallino, riconosciuto, sotto gli occhi di tutti. Come dimostra anche il lavoro portato avanti in Parlamento per rafforzare gli strumenti per contrastare questo fenomeno”.

Intanto i meloniani disertavano la cerimonia per l’antifascista Giacomo Matteotti

Un riferimento infelice quello al Parlamento, visto che ieri i deputati di FdI hanno disertato in massa la cerimonia di posa della targa per Giacomo Matteotti sullo scranno 14 della Camera. Da lì il 30 maggio 1924 il parlamentare socialista pronunciò il discorso nel quale accusava “il governo mussoliniano di basarsi sull’uso sistematico della violenza” che portò al suo rapimento e al suo assassinio per mano fascista. Uno scranno che non verrà più riassegnato.

“È stato commovente, un atto dovuto al grande socialista ma la presenza nei banchi della destra di Fratelli d’Italia è stata scarsina: hanno paura ad omaggiare un antifascista?”, il commento dell’Avs Luana Zanella.