Blog star nei guai. Processo per Lucarelli, Soncini e Gianluca Neri alias Macchianera. Avrebbero trafugato le foto del compleanno della Canalis da account privati

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Processo per le due blog star italiane Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Gianluca Neri alias Macchianera. Avrebbero ‘rubato’ i segreti dei vip riuscendo ad accedere “abusivamente” ai loro account di posta elettronica, dopo essere riusciti a ottenere codici e password. Nel mirino ci sono 191 foto scattate a Villa Oleandra per i 32 anni di Elisabetta Canalis, tra parti offese, accanto a Mara Venier. Il pm contesta il concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso (accusa da cui è esclusa Selvaggia Lucarelli) “al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno”, accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy. L’inchiesta, come hanno riferito fonti giudiziarie, è nata nel 2011, in seguito alla denuncia sporta nell’ottobre 2010 da Elisabetta Canalis la quale si era accorta che stavano girando sul web foto della festa data per il suo compleanno nella villa in riva al lago di Como del suo ex George Clooney e che qualcuno le voleva vendere. I tre blogger avrebbero ottenuto codici e password dell’account della modella e show girl Federica Fontana, che era ospite alla festa, e ad accedere “alla galleria fotografica che conteneva immagini della festa privata” del settembre 2010. Quegli scatti sarebbero stati proposti a un settimanale di gossip per 120 mila euro. Sarebbero stati violati anche altri account. Non sono d’accordo i tre accusati e respingono ogni tipo di accusa.

LA DIFESA SU FACEBOOK DELLA LUCARELLI
“Leggo titoli fantascientifici su un processo legato a una vecchia indagine che purtroppo mi ha coinvolta nel 2011 e di cui spesso ho parlato a amici e giornalisti in questi anni, senza alcun problema. Tutto quello che è accaduto è che io all’epoca mi sono vista recapitare le foto di un compleanno della Canalis a casa Clooney. Non ho mai chiesto e ricevuto un euro da nessun giornale, rivista o editore , nè per quelle foto nè per qualsiasi altra foto o notizia in altri periodi. Non c’è mai stata neanche alcuna trattativa che mi abbia riguardata. Ci sono state perquisizioni, sequestri e intercettazioni come se fossi entrata in possesso di informazioni riservate alla Cia, ma negli atti non c’è un passaggio in cui risulti che io abbia mai venduto o contrattato una notizia o una foto. Dalle carte risulta in verità che la persona che le ha tentate di vendere abbia un nome e un cognome. Lo ha ammesso sia la persona stessa che il giornale che ha trattato con lui, non capisco come mai questa persona sia stata poi estromessa dall’indagine. È agli atti, non è una mia versione, così non fosse verrei sbugiardata. Misteri della giustizia italiana. Aggiungo che non ho mai violato un account di posta elettronica in vita mia, neanche quello di ex fidanzati (purtroppo, perché mi sarei risparmiata un sacco di sorprese in seguito) e che da miei telefoni e computer non è risultato alcun accesso abusivo su altri computer o telefoni. Non c’erano neanche film e musica scaricati illegalmente, credo di essere un caso unico. Non sono capace neanche di fare un aggiornamento al computer, chi mi conosce lo sa, figuriamoci se potrei mai essere un hacker. Questo è tutto. Da qui è partita l’indagine. La Soncini, con la quale secondo i giornali avrei messo in piedi una specie di associazione a delinquere, non l’ho mai sentita in vita mia ne’ al telefono nè via mail. Chi ha analizzato computer e telefoni dovrebbe averlo notato che non siamo mai entrate in contatto in 40 anni. Non ho neanche mai avuto il suo numero di cellulare. A dirla tutta mi sta anche sulle palle e credo sia un sentimento reciproco, come parecchi amici della rete avranno notato visti i suoi continui attacchi. Aggiungo che alcune delle persone citate come parte lesa (ad esempio la Venier) conoscono questa vicenda, hanno letto la mia posizione e si sono sentite così lese da essersi rifiutate di sporgere querela. La verità la stabilirà il processo. E ora scusate ma devo hackerare la posta di Ryan Gosling così scopro come va con Eva”.

PARLA GIANLUCA NERI
“Perché ho quelle foto? – scrive Neri – Lo dico subito agli agenti e lo ripeterò successivamente in questura: parecchi mesi prima le trovai in un file zip condiviso da qualcuno su 4chan, in un periodo in cui era un pullulare di frequentatori del sito che condividevano e-mail, documenti e foto di svariate personalità hollywoodiane che avevano in qualche modo hackerato”. Nel suo racconto, Neri cambia i nomi dei protagonisti, raccontando che “il link su cui io avevo cliccato faceva parte di uno stralcio di una e-mail che la showgirl Fernanda Sorgente aveva inviato alle proprie amiche allegando una larga quantità di foto scattate appunto presso la villa Gelsomina in occasione del compleanno della sua amica e collega Emanuela Banalis in compagnia del suo fidanzato nonché padrone della villa, il famoso attore Giorgio Clone”. “Prima di buttarle – prosegue – penso alla mia amica nonché blogger, giornalista e scrittrice Barbara Lucarini, che nutre una particolare passione per l’attore brizzolato”. E qui la vicenda si complica con l’entrata in scena di altri tre personaggi, legati a un noto settimanale, che vogliono acquistare le foto dalla blogger. Lei, secondo la ricostruzione di Neri, rifiuta di venderle ma le viene spiegato che “se lei non accetta di venderle loro passerebbero le foto a una persona di fiducia, Giovanni Corriere dell’agenzia Lazio Press (noto peraltro per essere anche finito nelle inchieste che riguardavano i presunti ricatti legati alle immagini di vip di cui era venuto in possesso Fabrizio Corona), il quale, tramite una fiduciaria svizzera, le venderebbe al settimanale di Signoracci come se Signoracci quelle foto non le avesse mai viste e non ne conosca la provenienza”.

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