Alla vigilia del pagamento della prima rata annuale dell’IMU-TASI, va ricordato che il peso delle tasse sul mattone ha sfondato la quota record di 50 miliardi di euro, di cui 38 a carico delle famiglie. ร quanto emerge da unโindagine condotta dal centro studi ImpresaLavoro (http://impresalavoro.org/limposizione-fiscale-sugli-immobili-in-italia/), secondo il quale il totale delle imposte gravanti a vario titolo sugli immobili in Italia (a carico sia dei soggetti privati sia di professionisti e imprese) รจ cresciuto rapidamente in questi ultimi quattro anni, passando dai 38 miliardi del 2011 agli oltre 50 del 2014. Sulle sole famiglie, il rincaro complessivo รจ stato nel periodo di 7,2 miliardi (da 31 a 38,2), con una crescente incidenza delle imposte di tipo patrimoniale (da 16,1 a 27,5).
Tale aumento รจ dovuto in particolare a tre ragioni: lโintroduzione anticipata dellโImu a partire dal 2012 in sostituzione dellโIci e di una parte dellโIrpef prelevata sugli immobili; la sostituzione della Tarsu con la Tares, divenuta successivamente Tari, con un ricarico finale complessivo pari a circa 2 miliardi annui; lโintroduzione della Tasi (2014), per un gettito complessivo di 4,6 miliardi, destinato a sostituirsi alla mancata riscossione dellโImu sulle abitazioni principali, sostanzialmente abolita dal 2013. Risulta quindi evidente che con lโintroduzione anticipata dellโImu la composizione stessa del prelievo fiscale sugli immobili si sia notevolmente modificata, con una quota ben piรน elevata (a partire dal 2012) della componente di tipo patrimoniale, non collegata quindi alla produzione di reddito immobiliare ma esclusivamente dalla proprietร o dal possesso delle abitazioni.
Se si considera la sola componente riferita alla tassa di proprietร sugli immobili (nel caso italiano dunque lโIMU ex ICI), nel periodo 2011-2013 il prelievo nel nostro Paese รจ cosรฌ salito a 9,9 miliardi (+107,4%): si tratta dellโincremento piรน rilevante nel campione di 34 paesi per i quali esistono i dati Eurostat e OCSE. La nuova IMU ha poi portato lโentitร del gettito dallo 0,6% del PIL dellโultimo anno di ICI con esenzione dellโabitazione di residenza (era lo 0,7% fino al 2007) prima allโ1,4% e poi allโ1,2%: un aumento che colloca l’Italia al sesto posto nella classifica europea dopo Regno Unito (3,2%), Francia (2,5%), Islanda (1,7%), Danimarca (1,4%) e Belgio (1,3%), e prima della Spagna (1,1%) e di altri 19 paesi tra cui la Germania (0,4%).