Via i brevetti sui vaccini. Primo stop alle licenze sui farmaci dal Parlamento Ue. Ma la partita decisiva sarà a giugno. Draghi: “L’Italia è favorevole”

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“Al Parlamento europeo c’è una maggioranza per la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale dei vaccini e delle attrezzature tecniche per realizzarli, come da mesi chiede il Movimento 5 Stelle”. Tiziana Beghin (nella foto), capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo sottolinea come “con 293 voti a favore e 284 contrari la maggioranza dei deputati ha approvato un emendamento alla risoluzione contro le diseguaglianze al fine di eliminare l’Aids che invita l’Ue a sostenere l’iniziativa presentata da India e Sud Africa presso l’Organizzazione mondiale del commercio. Con i suoi voti il Movimento 5 Stelle è stato ancora una volta decisivo”.

Un segnale importante, ma è presto per cantare vittoria. Anche perché si tratta di un provvedimento non vincolante: la posizione ufficiale del Parlamento Ue sui brevetti dei vaccini arriverà nella plenaria di giugno, ma è sicuramente un segnale che sconfessa la posizione della Commissione europea contraria alla liberalizzazione dei brevetti e favorevole invece alla licenza obbligatoria che nei fatti cambierebbe poco. “Il Movimento 5 Stelle – afferma ancora Beghin – lotterà fino alla fine per portare l’Ue dalla parte giusta della storia: la pandemia ha colpito tutti, i vaccini sono di tutti e non un bene privato che fa arricchire poche multinazionali” (leggi l’articolo).

Anche perché “l’aumento dei decessi in tutto il pianeta – ha spiegato Vittorio Agnoletto, portavoce della campagna europeaRight2Cure #NoProfitOnPandemic che ha raccolto 200mila firme – è in stretta correlazione con la disponibilità dei vaccini che le aziende titolari dei brevetti non sono in grado di assicurare per coprire il fabbisogno mondiale. Ecco perché la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini è l’unica scelta da fare con urgenza”.

Leggi anche: Brevetti vaccini, Draghi: “La liberalizzazione di per sé non assicura la produzione e potrebbe disincentivare la ricerca”.

L’emendamento sulla sospensione dei brevetti, presentato da Manon Aubry, Marc Botenga e altri deputati di The Left, come detto, non obbliga però la Commissione europea a cambiare la sua posizione. Nel testo della proposta di risoluzione si legge che l’Ue è invitata a “istituire una strategia globale chiara e coerente dell’Ue per la vaccinazione contro la Covid-19, incentrata sull’accesso equo, tempestivo e a prezzi contenuti del vaccino per le persone nei paesi in via di sviluppo, in particolare quanti appartengono a gruppi vulnerabili e ad alto rischio, comprese le persone affette da HIV/AIDS”.

Con l’emendamento si “invita pertanto l’Ue a sostenere l’iniziativa presentata da India e Sud Africa in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, con la quale si richiede una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai vaccini, alle attrezzature e alle terapie per far fronte alla Covid-19 ed esorta le società farmaceutiche a condividere le proprie conoscenze e i propri dati attraverso il pool di accesso alle tecnologie (C-TAP) relative alla Covid-19 dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

“Non ci deve essere nessun tabù ogni volta che la proprietà intellettuale è un ostacolo dobbiamo dare una risposta. Se le conclusioni del G20, caro Mario, implicheranno l’uso di nuove misure in materia di proprietà intellettuale le sosterrò” ha detto, parlando di brevetti, il presidente francese Emmanuel Macron intervenendo al Global Health Summit. “Dobbiamo aiutare anche i paesi a basso reddito a produrre i vaccini, probabilmente serviranno diversi richiami di vaccinazioni in futuro e dobbiamo incentivare la vaccinazione. Un suggerimento è quello di introdurre una rinuncia ai brevetti, l’Italia è aperta a questo” ha detto il premier, Mario Draghi.