Brutta televisione, ma Parliamone ancora. La Perego al contrattacco: “Capo struttura e direttore di rete avevano approvato gli argomenti del programma. Forse sono scomoda per il ruolo di mio marito…”

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Paolo Perego è passata al contrattacco. E dopo giorni di silenzio ha parlato ai microfoni delle Iene nella puntata andata in onda ieri sera. Si parlava di donne dell’est nella trasmissione Parliamone sabato chiusa in tronco dalla Rai con accuse di sessismo per i luoghi comuni sul perché sarebbe meglio avere una fidanzata dell’est.  Particolarmente nel mirino è finita l’affermazione dell’attore Fabio Testi: “Un mio carissimo amico era fidanzato con una bellissima ragazza di Mosca che per il compleanno l’ha portato al bordello, gli ha fatto scegliere una ragazza e si sono divertiti tutta la notte…”. Inammissibile per la televisione pubblica.

“Sto male perché mi sento messa in mezzo in una cosa più grande di me”, ha detto la Perego alla iena Sabrina Nobile,  “Sto male per quelle persone che mi hanno seguito in questo programma e ora si trovano senza lavoro. Non riesco a capire bene cos’è questa violenza contro di me. Hanno usato me, forse è scomodo mio marito. Io non sono quella persona che stanno descrivendo. Non sono una sessista come mi hanno descritto. Può essere stata una pagina brutta di televisione, ma è partita una cosa che non c’è”. Poi il siluro lanciato forte e chiaro: “Gli argomenti n Rai prima di essere mandati in onda vengono approvati dal capo struttura e dal direttore di rete che mi hanno approvato questi argomenti. Si sono dissociati da qualcosa che avevano approvato e ora fanno la figura di quelli che stanno salvando l’Italia da questo mostro…”.  Per la Perego il servizio pubblico può mandare in onda le chiacchiere da bar “perché è uno spaccato di vita”. L’unica scusa è relativa alle dichiarazioni di Fabio Testi. E, infine, l’accusa a chi ha preso la decisione di chiudere il programma: “Sono dei codardi”.

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