Caccia all’assassino di Loris. Spuntano i primi indagati. Le parole della madre e i video non combaciano. Sentito l’uomo che trovò il corpo

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Nella triste e sconvolgente vicenda di Ragusa, piena di ombre e orrori, potrebbe esserci una svolta. Uno spiraglio di luce per fare chiarezza su chi ha ucciso il piccolo Andrea Loris Stival. La Procura, tra passi in avanti e contrordini, si sta muovendo. E ieri il cacciatore Orazio Fidone, che quattro giorni fa ha scoperto il corpo della vittima è stato indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del bambino “per detenzione di munizioni ed esplosivo e non per omicidio”. L’atto disposto dalla Procura è dovuto per eseguire un esame tecnico irripetibile: accertamenti su due vetture e vestiti dell’uomo. Gli inquirenti, inoltre, hanno ascoltato anche un diciottenne vicino di casa del piccolo come persona informata sui fatti. Insomma, l’inchiesta della Procura di Ragusa, che procede per sequestro di persona e omicidi, si muove senza tralasciare alcuna pista. Anche se ci sono alcune ipotesi che vengono considerate più solide e alla cui verifica si sta lavorando.

LA RICERCA
Si continua pure a cercare lo zainetto blu con cinghie gialle che Loris aveva con sé sabato mattina quando la mamma lo ha lasciato davanti alla scuola “Falcone e Borsellino”, dove non è mai entrato. E proprio davanti alla scuola di Loris sono stati ritrovati un paio di slip blu per bambini con la scritta “cool skater boy” con disegnato un cucciolo di lupo. All’inizio si pensava all’opera di un mitomane, ma il dirigente della polizia scientifica Giuseppina Neri ha detto che gli slip del bambino, che non aveva più quando è stato trovato il corpo, erano blu come quelli trovati ieri e su cui stanno facendo accertamenti. Ma fino a che non verranno eseguiti gli esami del dna sugli slip ritrovati, ha dichiarato il dirigente della Polizia scientifica, “non possiamo sapere con certezza se si tratta effettivamente degli slip del piccolo Loris”. L’impressione è che l’inchiesta abbia fatto consistenti passi avanti. Forse decisivi.

LE OMBRE
Anche se nelle indagini sulla morte del piccolo Loris c’è qualcosa che agli investigatori non torna: le parole della madre del piccolo, Veronica, di 25 anni. Lei ha detto di aver accompagnato a scuola, sabato mattina, Andrea e il suo fratellino di 4 anni. Ma nelle immagini delle 40 telecamere piazzate ovunque nel piccolo paese di Santa Croce Camerina (Ragusa) Andrea non appare mai, il fratellino e la madre sì. Tutte quelle telecamere, piazzate lì nell’ambito di un progetto europeo di sicurezza, più quelle di negozi e banche non hanno mai immortalato il bimbo di 8 anni poi scomparso e ritrovato strangolato.
Eppure la madre ha detto di averlo lasciato davanti a scuola. Non solo: il piccolo non appare nemmeno nei filmati che riprendono l’auto della madre che porta a scuola il fratellino di Andrea. Mamma e figlio più piccolo ci sono, se ne vedono le sagome, ma di Andre non si vede traccia.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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