Cairo bacia Crozza. E sogna Costanzo

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di Marco Castoro

Se mercoledì sera il direttore di Raitre, Andrea Vianello, ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando ha visto gli ascolti di Chi l’ha visto? (2.693.000 telespettatori in media e 11,71% di share), domani mattina potrebbe essere il turno del patron de La7, Urbano Cairo, quando leggerà i dati di ascolto di Crozza nel Paese delle Meraviglie, trasmissione che a differenza dei talk può ridare smalto alla settima rete e agli inserzionisti pubblicitari che hanno investito sul canale. Con Maurizio Crozza il divertimento è assicurato. Le nuove imitazioni di Carlo Tavecchio, Maurizio Landini e Susanna Camusso sono imperdibili.

A differenza dei talk di Formigli, Floris e Giannini ci sono due programmi che non hanno affatto stancato il telespettatore. Che non lo annoiano. Si tratta di Chi l’ha visto e Le Iene. Anche mercoledì sera, nonostante ci fosse la Juve su Canale 5 (oltre 7 milioni di spettatori e 25,5% di share), Sciarelli e Blasi hanno mantenuto la dote. Chi l’ha visto merita un discorso a parte. Al momento della presentazione il programma della Sciarelli è visto dal 6% di share. Il dato medio di ascolto raddoppia con il passare dei minuti. Quasi 3 milioni si sintonizzano ogni settimana sulla trasmissione. All’incirca lo stesso pubblico che segue le Iene su Italia 1.

 

COSTANZO-CAIRO, IL CONTATTO C’È

Maurizio Costanzo strizza l’occhiolino a Cairo. L’anchorman con i baffi non nasconde la sua ammirazione per La7 e la voglia del suo patron di cambiare la tv generalista, di fare una nuova Cnn. Ma ha ragione Costanzo quando dice che i talk di oggi non hanno niente a che vedere con i talk veri, quelli alla Maurizio Costanzo Show o Bontà loro. Rai e Mediaset – ha detto l’anchorman a Libero Quotidiano – appartengono al passato. Anche perché non ci sono più idee.

 

L’IDEE NON CI SONO PIÙ

Due senatori a vita della tv come Maurizio Costanzo e Pippo Baudo andrebbero ascoltati di più. Il primo è convinto che alla Rai, invece di avere tutti quei canali, ne basterebbe uno per fare un pieno di ascolti, Rai Teche, con trasmissioni prese dal vecchio archivio. Baudo svela a TvZoom il segreto per fare successo a Sanremo: ci vogliono tre canzoni belle. Ma purtroppo non sono solo gli autori della tv a perdere colpi ma anche i discografici.

 

TRAVAGLIO-SANTORO 3-0

Sorprende molto il fatto che un campione del piccolo schermo come Michele Santoro continui imperterrito a presentare il suo monologo a inizio trasmissione. Tra l’altro senza mai guardare con gli occhi la telecamera. E con quell’ironia da finto modesto che diventa stucchevole. Diverso il discorso per Marco Travaglio: le sue requisitorie sono pungenti e bucano il video.

 

GRETA MAURO, UNA GARANZIA

Nicola Porro quest’anno ha azzeccato la campagna acquisti per il suo Virus. La presenza di Greta Mauro è una garanzia per il talk di Raidue.