Calcio, l’autogol di Sky e Mediaset

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di Marco Castoro

L’asta dei diritti della serie A si è chiusa con lo champagne stappato dalla Lega calcio. E con Sky e Mediaset che per farsi i dispetti a vicenda si sono complicate l’esistenza. Sky ha offerto 355 milioni per il pacchetto con le 8 big sul satellite. Vincendo la gara. E fin qui non c’è nulla di strano, visto che si tratta della sua piattaforma. Ma l’emittente di Murdoch ha fatto la migliore offerta anche sul digitale per beffare Mediaset e togliere la serie A al competitor. Ha offerto 420 milioni, ancora di più del pacchetto satellitare. E siccome l’antitrust non permette di possedere entrambi i diritti sulle due piattaforme, ecco che la situazione si è complicata. A meno che la Lega non provveda a mettere le cose a posto. Ma le società di calcio difficilmente sono disponibili a ritrattare, si vogliono tenere i 420 milioni. In pratica, dopo il pastrocchio, a Sky andrebbe il digitale e a Mediaset il satellite. L’azienda di Cologno pure ha fatto l’offerta migliore sulla piattaforma dell’avversario (350 per il satellite, 280 per il digitale). Si è giocato sporco, a ruoli invertiti. Entrambi hanno puntato a un unico obiettivo: lasciare il competitor senza le 8 big del campionato. Chi la fa l’aspetti. Ora se non si rifarà l’asta per le emittenti si aprirà una strada nuova da percorrere. Per di più in salita. In pratica Mediaset dovrebbe trasmettere le partite in pay delle migliori 8 squadre della Serie A su TvSat, buttando a mare Premium. Mentre Sky dovrebbe cercarsi un multiplex da affittare  sul digitale per mandare in onda le medesime partite in pay. Su Cielo non può farlo perché è un canale in chiaro. Che smacco per gli abbonati di Sky e di Mediaset Premium! Dovranno entrare su altre piattaforme e impazzire per vedere la partita della propria squadra. E senza sperare che il guazzabuglio si risolva con la cessione in subappalto dei diritti che si può fare per le Coppe ma non per il campionato.  Le cifre messe in campo da Sky e Mediaset sono pesanti, entrambi hanno superato i 750 milioni. Complessivamente Mediaset ne ha messi sul tavolo di più (vanno aggiunti i 306 del pacchetto con le altre 12 squadre con la clausola che senza uno dei due pacchetti principali l’offerta non è da ritenersi valida). Il tutto per la gioia delle società di calcio che si prendono i soldoni e se ne fregheranno di rimettere tutto in gioco, come il buon senso vorrebbe. In pratica rifare l’asta dovrebbe essere l’unica strada praticabile. Con il rischio però per la Lega che i due colossi si mettano d’accordo per risparmiare qualche soldo. Che pasticcio! Poveri tifosi.

 

Suor Cristina santa subito per Rai2

Si è chiusa con un ottimo ascolto e un vero e proprio boom su Twitter l’avventura di The Voice of Italy, che ha visto il trionfo di Suor Cristina Scuccia, del team di J-Ax. La finale della trasmissione di Rai2 ha avuto 4 milioni 100mila 124mila spettatori e uno share del 21,03% risultando il secondo programma più visto del giovedì sera. La trasmissione ha registrato un picco di ascolto di 5 milioni 233mila 771 spettatori e un picco di share del 35,99%. Le quattordici puntate di The Voice hanno registrato una media di share 14,04% con un ascolto medio di 3 milioni 226mila persone. Record su Twitter: sono stati 38mila e 35 gli utenti unici che, commentando la finale sul social network, hanno generato 149mila 354 tweet.

 

Il Tg1 entra nell’era digitale
Dall’edizione delle 20 di lunedì anche il Tg1 di Mario Orfeo sarà completamento digitalizzato. Dopo Tg2, Rai News e Tg3. I giornalisti potranno inviare immagini pure dall’iPad.

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Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

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